I 4 tipi di Indicatori Tecnici

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 21-03-2010 14:21 Aggiornato il: 15-09-2018 20:37

Esistono molte tipologie di indicatori tecnici, ognuno ha un proprio uso ed una propria efficacia nel fornire segnali su un determinato mercato o strumento. In questo articolo spiegheremo come questi possono essere suddivisi in 4 differenti categorie. Prima di fare questo però vi spiegheremo brevemente cosa sono e a cosa servono gli indicatori tecnici Forex.

Indicatori tecnici Forex: cosa sono?

Vengono definiti con il termine di indicatori tecnici Forex, tutti quegli strumenti statistici utilizzati nell’analisi tecnica per interpretare i movimenti del mercato valutario. Al momento è possibile distinguere tra:

  • indicatori leading;
  • indicatori lagging.

Entrambe le categorie sono utilizzate dai trader per analizzare i grafici di valute; questi poi decidono sulla base delle loro strategie, sulla base di quelle che sono le loro analisi tecniche e/o fondamentali, decidono o meno di aprire posizioni sul mercato. Un trader per effettuare una strategia vincente deve innanzitutto saper utilizzare più indicatori e allo stesso tempo conoscere quelli che sono gli strumenti migliori.

indicatori-tecnici

Indicatori tecnici: a cosa servono?

Gli indicatori tecnici servono per analizzare la tendenza che segue un mercato. La tendenza o anche trend è il concetto su cui si basa tutta l’analisi tecnica. Per questo motivo è molto importante per tutti i trader saper identificare il trend in modo da poter negoziare. Se non lo si conosce non è possibile fare trading online.

Gli indicatori tecnici sono per tanto utilizzati dagli operatori attivi sul mercato e sono indicati principalmente per analizzare il movimento di prezzo nel breve termine. Per maggiori informazioni su come riconoscere un trend, su cos’è un trend, consigliamo di approfondire la lettura con i seguenti argomenti:

Infime prima di passare a vedere quali sono le differenze tra i vari tipi di indicatori, ricordiamo che combinare in maniera esatta gli indicatori non è una cosa facile, sopratutto se sei alle prime armi.

L’errore che oggi maggiormente si riscontra è quello di combinare le diverse informazioni che si confermino a vicenda e che non rappresentino invece un doppio segnale, o meglio una duplicazione del segnale. Quest’errore è maggiormente commesso dai trader alle prime armi, i quali non distinguono una conferma di segnale da parte di 2 o più indicatori con la duplicazione del segnale.

Indicatori di Trend

Gli indicatori di trend sono principalmente utilizzati per per identificare dei trend. Dal momento che un credo comune tra i traders forex è quello di tradare solamente in presenza di un trend dominante, questi indicatori possono aiutare il trader a prendere la decisione corretta interpretando quale sia il trend dominante in un cross di valute e scegliere quindi in quale direzione operare.

Gli indicatori di trend solitamente riflettono le 3 principali tendenze che sono dovute dal movimento dei prezzi:

  • movimento rialzista;
  • movimento ribassista;
  • mercato laterale.

Per tanto possiamo utilizzare gli indicatori di trend per definire la giusta direzione del mercato o anche solo per visualizzare il trend.

Nella categoria indicatori di trend rientrano i seguenti indicatori tecnici:

L’indicatore MACD, letteralmente sta per linea di convergenza/divergenza della mobile-media; è senza ombra di dubbio uno degli indicatori più utilizzati in quanto confronta il breve termine con il lungo termine del prezzo dell’asset al fine di valutare la sua direzione futura.

Si fonda principalmente tra 2 medie mobili per un qualsiasi periodo di tempo; generalmente si utilizza per un periodo compreso tra i 12 giorni e i 26 giorni.

indicatori-tecnici-macd

Per approfondimenti sull’indicatore MACD, clicca qui>>

L’indicatore SAR (Stop and Reverse) è un indicatore di inversione in quanto indica quando il trend ha maggiori possibilità di invertire il suo trend ed indica la posizione in cui il trend sta per concludersi e di conseguenza ne inizia un’altro opposto.

Il termine parabolico viene utilizzato per indicare una serie di punti che creano delle parabole. Solitamente la salita dei prezzi è indicata con punti che si muovono lentamente e tendendo a rimanere lontani dal prezzo per poi accelerare successivamente seguendo il trend.

Solitamente i trader utilizzano fare il calcolo sul giorno precedente per il giorno successivo. Quando i puntini passano da uno strato superiore ad uno strato inferiore rispetto alle candele e viceversa indica un segnale o di acquisto o di vendita.

indicatore-SAR-parabolico

Per approfondimenti sull’indicatore SAR Parabolico, clicca qui>>

Le medie mobili o Moving Average indica il valore del prezzo di un bene per un periodo di tempo predeterminato. Quando calcoliamo la media mobile non facciamo altro che analizzare la media dei prezzi di uno stesso bene per un dato periodo di tempo. Anche le medie mobili hanno la caratteristica che crescono e decrescono. Distinguiamo 4 differenti tipologie di medie mobili:

  1. Semplice o aritmetica;
  2. Esponenziale;
  3. Adattiva;
  4. Lineare ponderata.

Genericamente le medie mobili sono utilizzate per confrontare la dinamica del movimento del prezzo; in sostanza succede che:

  • indica un segnale d’acquisto quando il prezzo dello strumento sale sopra la sua media mobile;
  • inidica un segnale di vendita quando il prezzo è al di sotto della media mobile.

Per tanto è consigliabile comprare immediatamente dopo che il prezzo raggiunge il minimo e vendere dopo che il prezzo ha raggiunto il picco.

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Per approfondimenti sulle medie mobili, clicca qui>>

Oltre a questi ovviamente ne esistono di svariati che fanno parte dello stesso gruppo, ma noi per semplicità abbiamo indicato solo quelli maggiormente utilizzati in quanto semplici e facili da utilizzare.

Indicatori di Momentum

Gli indicatori di momentum sono utilizzati in quanto registrano la velocità dei prezzi in un dato periodo di tempo. Questi ne indicano o la forza o la debolezza di un trend anche se nella maggior parte dei casi, quando ci troviamo all’inizio di un trend il momentum risulta più alto rispetto alla fine il quale tende sempre ad essere più basso.

Questa categoria di indicatori invece raggruppa sostanzialmente degli oscillatori che vengono utilizzati, nella maggior parte dei casi, per determinare quelle situazioni di iper-comprato e di iper-venduto di un cross che possono aiutare a confermare un segnale fornito da un altro indicatore e quindi risultano utili per capire l’inizio di un nuovo trend. Tra gli indicatori di momentum abbiamo:

l’indicatore tecnico RSI ha come obbiettivo quello di definire nella misura più precisa possibile, la forza di una tendenza in quotazione andando ad agire sui volumi di scambio. Grazie all’RSI, il trader sarà in grado di stabilire se una tendenza è all’inizio o alla fine.

Teniamo anche a sottolineare che la maggior parte dei broker concedono l’indicatore RSI gratis a tutti i trader, anche perché è molto semplice da utilizzare; più l’RSI è alto maggiori saranno gli scambi effettuati; minore sarà l’RSI e minori saranno i volumi di scambio effettuati.

Indicatore-RSI

Per maggiori informazioni sull’RSI, clicca qui>>

L’oscillatore stocastico misura il momentum andando a comparare la chiusura più recente rispetto al range del prezzo assoluto: massimo del range-minimo del range in un periodo di giorni x.

L’indicatore stocastico si basa sulla tendenza dei prezzi a chiudere nella direzione del trend; questo vuol dire chiudere in una direzione limite superiore alla barra di prezzo quando parliamo di (movimenti rialzisti); in caso contrario, quando parliamo di movimenti ribassisti, andiamo nella direzione del limite inferiore rispetto alla barra dei prezzi.

Per conoscere come meglio applicare l’oscillatore Stocastico, clicca qui>>

  • L’indicatore CCI.

L’indicatore CCI noto anche come Commodity Channel Index (CCI) è utilizzato prevalentemente nell’analisi tecnica e ha lo scopo principale di identificare i periodi ciclici nelle materie prime, sulle azioni, sulle valute, ecc.

Molto utilizzato anche per identificare le zone di iper-comprato e iper-venduto o anche solo l’inizio o la fine di un trend, con un’oscillazione compresa tra -100 e +100.

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Scopri di più sull‘indicatore CCI

Indicatori di Volume

Come possiamo evincere dal nome, questo tipo di indicatori mostra il volume degli scambi che vengono effettuati dietro ad uno specifico movimento di prezzo. Il vantaggio che portano questi indicatori è quello di capire la differenza della forza di un segnale. Un movimento di prezzo che viene supportato da un volume alto rappresenta un segnale molto più forte di un movimento basato su di un basso volume. Tra questi indicatori sono inclusi:

Il Money Flow Index conosciuto anche con l’acronimo di MFI è un indicatore tecnico il quale indica la parte di denaro che il trader investe in un titolo e che poi in seguito ritira. il punto prinipale su cui si basa il MFI è il volume; per tanto quando si analizza il flusso di denaro è sempre necessario prendere in considerazione 2 punti:

  1. Divergenze che intercorrono tra l’indicatore MFI e il movimento dei prezzi;
  2. II valore del MFI al di sopra del valore 80 mostra un potenziale picco del mercato; mentre al di sotto del valore 20, segnala una caduta del mercato.

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Per approfondimenti maggiori sul Money Flow Index clicca qui>> 

  • Force Index

L’indicatore tecnico di volume Force Index si basa su elementi essenziali dell’informazione di mercato come:

  1. trend del prezzo;
  2. volumi delle transazioni.

La maggior parte dei trader utilizza questo indicatore in concomitanza con il Moving Average in modo da identificare la migliore soluzione di apertura e di chiusura di una posizione.

moving-average

Il Chaikin Money Flow (CMF) è un indicatore utilizzato in analisi tecnica per confrontare la forza dei trader acquirenti (pressione rialzista) con quella dei trader venditori (pressione ribassista). Questo indicatore viene utilizzato per:

  1. evidenziare la presenza di una fase accumulativa;
  2. rilevare una fase distributiva;
  3. valutare la forza e la solidità di un trend direzionale.

In pratica, l’oscillatore CMF misura la differenza che c’è tra la pressione rialzista (differenza tra il prezzo di chiusura e il prezzo minimo) e la pressione ribassista (differenza tra il prezzo massimo e il prezzo di chiusura).

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Approfondisci l’argomento sul CMF, cliccando qui>>

  • Ease Of Movement.

Nell’analisi tecnica, l’indicatore Ease of Movement utilizza i cambiamenti di prezzo e di volume per determinare il tasso al quale il prezzo del mercato di un bene si muove verso l’alto o verso il basso.

Questo indicatore individua valori elevati con i prezzi al rialzo, mentre individua valori bassi quando i prezzi si stanno muovendo al ribasso a causa di volumi ridotti.

Di conseguenza avremo che:

  1. L’indice sarà vicino allo zero quando i prezzi si muovono o poco o con volumi altissimi.
  2. indica un segnale di acquisto quando l’indicatore si sposta sopra lo zero;
  3. indica un segnale di vendita quando esso buca lo zero dirigendosi verso il  basso.

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Indicatori di volatilità

Questi indicatori vengono spesso usati per mostrare quali siano i bordi di un certo movimento di prezzo. Questi indicatori di range risultano molto utili in quanto un grosso aumento di volatilità può significare un buon segnale di entrata.

E’ possibile scegliere quale tipologia di indicatore si addica meglio al proprio stile di trading, in ogni caso è bene ricordare che un segnale fornito da un indicatore, se confermato anche da un indicatore di un’altra categoria, risulterà essere molto più affidabile. Tra gli indicatori di volatilità più importanti ed usati abbiamo:

  • Bande di Bollinger

Anche le bande di bollinger si basano sulle medie mobili come punto di partenza; infatti studiando le medie mobili con le bande di Bollinger è possibile determinare e visualizzare graficamente sia i canali rialzisti, sia i canali ribassisti.

In sostanza le bande di bollinger ci indicano che quando il valore di un attivo passa in uno di questi canali, allora sarà possibile approfittarne in tutta l’ampiezza del movimento andando a prendere posizione o al rialzo o al ribasso.

bande-di-bollinger

Per maggiori informazioni sulle strategie basate sulle bande di bollinger, clicca qui>> 

L’indicatore Tecnico Average True Range (ATR) è l’ultimo indicatore che analizziamo; esso indica la volatilità presente nel mercato e la maggior parte dei trader lo utilizza in concomitanza con altri indicatori e sistemi di trading.
L’indicatore raggiunge un valore alto quando il mercato è al minimo in conseguenza di una caduta dei prezzi dovuti ad una vendita motivata dal panico. Anche se può sembrare complicato, questo indicatore può essere interpretato secondo gli stessi principi degli altri indicatori di volatilità, e possiamo interpretarlo come “più è alto il valore dell’indicatore ATR e maggiori saranno le probabilità di un cambiamento del trend; al contrario, più è basso il valore di questo indicatore e maggiore sarà l’indebolimento del movimento del trend.
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Per approfondimenti su Average True Range clicca qui>>

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