Excursus sul tema delle medie mobili

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 28-11-2013 15:39


Le moving average sono uno degli strumenti più utilizzati dai traders, e che partecipano all’analisi quantitativa di valute e titoli nell’obiettivo comune agli investitori di battere il mercato.

Le medie mobili sono impiegate per individuare l’opportunità tecnica di acquisto e vendita di un cross valutario, di un titolo azionario e di un future legato ad un indice o ad una commodity.

Il segnale affiora dal confronto della quotazione con la media mobile e dall’incrocio di queste ultime, nelle c.d. strategie crossover. Nel primo caso si analizza il prezzo di chiusura con la sua media di n periodi, e se l’ultimo close taglia e supera la moving average, significa che il mercato nelle ultime sessioni sta apprezzandosi con un movimento rialzista.

Nel secondo caso si valuta l’intersezione di due medie configurate su timeframes di differente lunghezza. La media corta viene definita veloce (ad esempio 20 periodi), mentre la media lunga é considerata lenta, (ad esempio 200 periodi). Di conseguenza, se la media veloce incrocia al rialzo la lenta si ottiene un’occasione di acquisto, viceversa di vendita, quando la corta interseca al ribasso la media lunga.

L’utilizzo delle medie mobili semplici e di quelle esponenziali, in parte più attendibili sa parametrate alle oscillazioni meno significative del mercato, non é affatto agevole perchè generalmente restituisce un gran numero di falsi segnali.

Pertanto, i riferimenti mediani dei prezzi acquisiscono importanza specialmente nell’identificazione delle tendenze di fondo, e per questo motivo una delle medie più analizzate dagli istituzionali e dai gestori di capitali di borsa è quella a 200 periodi, in cui il taglio delle quotazioni anticipa e aumenta sovente le probabilità di forti movimenti direzionali. Significativo al riguardo è anche l’incrocio di una media a 50 periodi con una a 200.

Tuttavia, le varianti descritte sulle medie, come l’attendibilità migliorata da quelle adattive, secondo molti analisti ritenute più affidabili a parità di livelli di volatilità espressi dalle contrattazioni, mostrano che il trading al giorno d’oggi richiede competenze. La preparazione consente infatti, anche a chi non dispone di grandi mezzi economici o tecnologici, di conseguire risultati finanziari nettamente superiori a quelli di metodi improvvisati o fondati sul sentito dire..
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