Cambio EUR/USD, i riflessi dell’accordo fase uno tra USA e Cina

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 26-12-2019 16:02

Negli ultimi mesi sul nostro sito ci siamo lungamente occupati della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, cercando di capire quali potessero essere i riflessi sul cambio euro dollaro.

🚀 Rendimento fino al 19% annuo? Investimenti in Prestiti: ottieni rendite passive con NIBBLE FINANCE👍 Investimenti a partire da 10 € ✅ Scegli una strategia di investimento in base alle tue preferenze in termini di redditività e rischio… Scopri di più >>

🚀 Rendimento fino al 19% annuo? Investimenti in Prestiti: ottieni rendite passive con NIBBLE FINANCE👍 Investimenti a partire da 10 € Scegli una strategia di investimento in base alle tue preferenze in termini di redditività e rischio… Scopri di più >>

Ora, considerato che in questo mese che si accinge alla conclusione sono stati raggiunti gli accordi per la c.d. fase uno delle trattative commerciali, è lecito cercare di comprendere se e quali saranno le ripercussioni sul Forex.

Firma ai primi di gennaio

Per far ciò, iniziamo con il rammentare che il rappresentante al commercio Lighthizer ha affermato che dovrebbe siglare l’accordo insieme al vice-premier cinese Liu He all’inizio del mese di gennaio 2020, e che l’accoro entrerà in vigore 30 giorni dopo. In questo frangente, comunque, le diplomazie dei due Paesi continueranno a lavorare, conducendo negoziati su temi che, ovviamente, non sono inclusi nella fase uno, ma che potrebbero coinvolgere la fase due

Attenzione, però, a pensare che la fase due sia in procinto di iniziare subito dopo l’entrata in vigore della prima. Lo stesso presidente Donald Trump ha infatti rammentato che i negoziati per la fase due potrebbero essere rinviati a dopo le elezioni presidenziali, e dunque alla fine del 2020, sebbene la Cina sembra avere interesse a stringere i tempi.

Considerato che non c’è una posizione ufficiale, è possibile che i progressi sulla fase 2 slitteranno almeno a metà 2020.

Cosa prevede l’accordo di fase uno

Chiarito quanto sopra, cerchiamo di comprendere che cosa preveda nel dettaglio l’accordo per la fase uno, a cominciare dal fatto che, in seguito a ciò, gli Stati Uniti hanno evitato di attuare il rialzo programmato dei dazi per lo scorso 15 dicembre su 156 miliardi dollari di importazioni dalla Cina (prevalentemente beni di consumo) e hanno dimezzato i dazi imposti a inizio settembre su circa 120 miliardi di dollari di import, dal 15% al 7,5% (con attuazione 30 giorni dopo la sigla dell’accordo).

Dal canto suo, la Cina ha assunto l’impegno di incrementare gli acquisti di prodotti agricoli di 32 miliardi di dollari nei prossimi due anni e, in questo modo, l’acquisto totale di prodotti agricoli da parte della Cina dovrebbe essere condotto a 40 miliardi, con possibilità di essere innalzato a 50 miliari entro la fine del prossimo anno, anche se Lighthizer ha addirittura anticipato che questi acquisti sarebbero parte di un obiettivo di maggiori esportazioni complessive verso la Cina di 200 miliardi di dollari in due anni.

I problemi  dell’accordo

Ad ogni modo, non mancano i punti interrogativi che potrebbero minare la stabilità dell’accordo. Su tutti, il fatto che gli obiettivi di acquisto dei prodotti agricoli vengano effettivamente raggiunti, e il fatto che la Cina dovrà modellare i suoi comportamenti (difficile) sulla base dei vincoli del WTO e su questo fronte non c’è chiarezza. Per quanto concerne poi gli USA, i cinesi sostengono che gli americani avrebbero espresso la volontà di ridurre altri dazi in essere in fasi successive, ma il rappresentante USA ha affermato che non ci sono impegni al riguardo.

Cosa cambia con l’accordo di fase uno

Ma che cosa succede ora che l’accordo di fase uno è stato siglato?

L’intesa tra le parti mette fine alla guerra commerciale fra i due Paesi nel periodo pre-elettorale, e dovrebbe porre in essere barriere commerciali inferiori a quanto precedentemente previsto per il 2020.

Tuttavia, il percorso sembra già essere irto di difficoltà per quanto attiene la necessità di una fase 2, manifestando così quanto sia fragile (ma importante) la tregua attuale. Certo è che, almeno sul cambio, la riduzione dell’incertezza di breve termine è certamente un elemento favorevole.

Migliori Broker Trading Forex Cfd Regolamentati

1
eToro
Deposito minimo
50$
Il nostro punteggio
10
100% Azioni - 0 Commissioni
Licenza: CySEC - FCA - ASIC
Social Trading
2
Capex.com
Deposito minimo
100$
Il nostro punteggio
9
Piattaforma di proprietà e MetaTrader 5
Licenza: CySEC
Strumenti Intregrati
3
BDSwiss
Deposito minimo
100€
Il nostro punteggio
9
Licenza: CySEC - BaFin- NFA - FSC - FSA
Oltre 250 coppie Forex e CFD su azioni, indici, energie e metalli
MetaTrader 4 e 5
4
Dukascopy
Deposito minimo
100$
Il nostro punteggio
8
Licenza: FKTK
Forex e CFD
Deposito minimo: 100 dollari

I CFD sono strumenti complessi e presentano un alto rischio di perdere denaro a causa della leva finanziaria. Dovresti considerare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.