le obbligazioni emesse dalle imprese

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 13-06-2013 6:48



4. forma di tutela a disposizione degli obbligazionisti: gli obbligazionisti hanno diritto ad eleggere un rappresentante incaricato di tutelare gli interessi comuni ni rapporti con la società e abilitato ad assistere all’assemblea dei soci. Il rappresentante comune è designato dall’assemblea degli obbligazionisti. Allo stesso organo collegiale spettano poi una serie di ulteriori poteri:

  •     Deliberare in merito alle eventuali modificazioni delle condizioni del prestito
  •     Approvare l’eventuale proposta di amministrazione controllata e di concordato fallimentare
  •     Costituire un fondo per le spese necessarie alla tutela degli interessi comuni e approvare il relativo rendiconto

L’assemblea degli obbligazionisti ha in definitiva una duplice funzione: da un lato, rappresenta un meccanismo di autotutela dei creditori; dall’altro configura un soggetto unitario con cui la società emittente può dialogare e accordarsi,nel caso in cui se ne manifesti la necessità, senza dover contattare ognuno dei singoli titolari di prestito.

Sempre nello spirito di facilitare l’accesso al canale di raccolta di obbligazionario da parte delle imprese,dal 2007 è stata anche abolita ogni forma di controllo preventivo da parte della banca centrale sulle emissioni. Passando infine ad analizzare le caratteristiche del mercato, bisogna sottolineare che il grado di utilizzo del canale obbligazionario da parte delle imprese italiane rimane sempre piuttosto limitato, nonostante la consistente accelerazione messa in atto dal 2000 in poi. A parte l’aspetto dimensionale,una certa immaturità del mercato è dovuta anche al ristretto novero di soggetti che utilizzano lo strumento.

Una prima spiegazione di tale connotazione del sistema finanziario nazionale è sicuramente da ricondurre all’offerta estremamente elevata di titoli del debito pubblico, caratterizzati da un livello di rendimento interessante e da un grado di liquidità ottimale, ed al conseguente spiazzamento dei prenditori privati, relegati in un ruolo residuale nelle preferenze degli investitori. A questo importante fattore si sono però sommate svariate concause.

In primo luogo sul fronte della domanda, l’interesse degli investitori per le obbligazioni corporate è stato scoraggiato dalla limitata liquidità dei titoli in sede di mercato secondario.

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