Brexit, nuova deadline il 12 aprile: cosa succederà?

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 22-03-2019 9:38

In conclusione di una lunga riunione, i leader dell’Unione Europea hanno scelto di spostare la deadline entro cui il Regno Unito dovrà “decidere cosa fare” nei suoi rapporti con Bruxelles. Il termine, che sarebbe stato originariamente stabilito al 29 marzo, è ora fissato al 12 aprile, contro richieste originarie del 30 giugno, inaccettabili considerato che in quel modo Londra sarebbe rimasta nell’Unione Europea – senza votare – per le europee del 23-26 maggio.

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Stando alle ricostruzioni della riunione fiume, i contrasti sono stati piuttosto accesi. La posizione più dura nei confronti di Londra è stata capeggiata dalla Francia, dal Lussemburgo e dal Belgio, tre partner legati da un profondo rapporto storico, i quali non avrebbero voluto concedere ulteriore spazio e tempo alla May. Pare che tale rigidità abbia alla fine condotto i tre partner allo scontro con il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, a sua volta appoggiato dalla Germania.

Dopo vari tentennamenti, a notte fonda si è giunti alla soluzione di concedere ancora un po’ di tempo a Londra. La settimana prossima Westminster dovrà votare nuovamente l’accordo di divorzio negoziato tra Bruxelles e la May (già bocciato per due volte): se la votazione sarà positiva, scatterà una proroga tecnica fino al 22 maggio per poter dare tempo a Londra di recepire e applicare l’accordo, uscendo dunque alla vigilia delle elezioni europee.

Se invece, come sembra, l’accordo non passerà, May avrà tempo fino al 12 aprile per scegliere cosa fare. Si aprono in tal modo poco più di due settimane per cercare di capire che cosa scegliere tra una Brexit no deal, ovvero un’uscita disordinata dall’UE, oppure una richiesta di rinvio lungo, per circa 12 mesi. Il che, anche se nessuno potrà mai formalizzarlo, significa anche lasciare il tempo ai britannici di costringere May alle dimissioni, convocare nuove elezioni e mutare lo scenario politico con cui Bruxelles dovrà interfacciarsi.

Dal canto suo – e non avrebbe potuto fare altrimenti – May ha accettato la proposta di proroga al 12 aprile, ribadendo la propria intenzione a fare ogni sforzo per assicurare un’uscita ordinata con un accordo. Tutto sembra ancora aperto… compresa la possibilità che alla fine i britannici non usciranno dall’UE.

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