L’ evoluzione dei mercati valutari

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 04-12-2012 9:40

time_forexLo sviluppo dei mercati valutari é stato un processo storico che ha coinvolto e coinvolge tuttora tutti. In principio l’uomo è ricorso al baratto per scambiare quello che aveva rispetto a ciò che non aveva. Nel tempo però il metodo basato sullo scambio di merci e servizi si dimostrò insufficiente e poco pratico. La soluzione mediante l’introduzione di denaro come mezzo di scambio favorì l’accelerazione delle transazioni economiche di quei paesi dove l’uso delle monete non era limitato al commercio locale ma permesso anche tra nazioni diverse.

 

Le monete erano forgiate con metalli preziosi e la quantità d’oro utilizzata nel coniarle divenne uno standard che ufficializzò la parità dei valori negli scambi economici. Dopo la moneta metallica arrivò quella di carta le cui caratteristiche erano corrispondenti ad un deposito al portatore. Cresce il sistema bancario e sulla logica del prestito fa la sua comparsa “il costo del denaro” e la consuetudine di mutuare denaro con interesse.

 

Lo scambio delle monete e il prestito di denaro generarono le premesse essenziali ed i fondamenti del sistema interbancario. Durante le due guerre mondiali sopraggiunge la Grande Depressione che segna il declino dell’Impero Britannico, mentre gli Stati Uniti si trasformano in una potenza industriale ed economica. Il dollaro assume la funzione di moneta di riferimento rispetto alle restanti divise mondiali e alla Sterlina che perde il suo ruolo guida negli scambi commerciali.

 

Terminato il secondo conflitto mondiale, nella conferenza monetaria e finanziaria delle Nazioni Unite a Bretton Woods del 1944 si avviano i principi di un nuovo impianto monetario globale. Il valore delle singole monete nazionali è il riflesso di un ammontare prestabilito d’oro che genera un regime di cambi fissi contro il dollaro. La moneta statunitense invece fu legata ad un prezzo predeterminato per oncia del metallo giallo, pari a 35 dollari.

 

Il regime di cambi fissi con il dollaro si sgretola alla fine degli anni 60, e nel 1971 il Presidente degli Stati Uniti Nixon revoca la regolamentazione decretata a Bretton Woods. La crisi petrolifera del 1974 e la competizione economica tra Germania, Giappone e Stati Uniti insieme al sistema mondiale dei cambi evidenziano la necessità della flessibilità del mercato valutario.Così nel 1978 nasce l’unione monetaria europea, lo SME, che dopo il Report Delors del 1988 ed il Trattato di Maastricht del 1992, conduce alla Moneta Unica, UE, nel 1999.

 

Arriviamo così ai giorni nostri, ai mercati globalmente e telamaticamente interconnessi in cui non c’è una moneta unica globale, ma diverse monete per differenti aree economiche e nazioni, monete internazionalmente ponderate nei tassi di cambio ininterrottamente transati 24 ore su 24.

 

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