Il Foreign Exchange Market tra metodo ed impresa

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 29-01-2013 8:51

Molte decisioni prese sulle piattaforme di trading sono guidate dal timore del pentimento, ovvero dalla paura di scegliere entrate mediocri, per poi ritrovarsi a ripetersi che nei mercati finanziari non si guadagna. Questo tipo di incertezze talvolta sono tanto radicate da assumere una valenza del tutto sproporzionata al danno eventuale che potremmo subire. Quando acquistiamo un rapporto valutario, convinti di una prossima ascesa del prezzo, se inaspettatamente il cross intraprende un trend ribassista le scelte a disposizione sono:

 

 A) Chiudo immediatamente anche se so che ci rimetterò qualcosa

 

B) Mi faccio aiutare dal mio consulente finanziario

 

C) Sono convinto che le quotazioni saliranno, dunque aspetto finchè non recupero almeno lo spread

 

Se la terza opzione vi convince di più, siete in buona compagnia, infatti la maggioranza dei traders d’esperienza tende a prediligere e ad affiancare le tendenze dominanti del mercato, posticipando la possibilità di liquidare la posizione, evitando di chiuderla con troppo anticipo. D’altro lato, quando una currency o un titolo perdono di valore, una parte degli investitori attende, anzi conta sulla svalutazione per ottimizzare l’entrata in acquisto che riporta il prezzo al punto di partenza.

 

In una situazione come quella delineata chiudere una trade potrebbe dar corpo al timore del pentimento derivante dal rimpianto di aver potuto recuperare e guadagnare da una perdita. A fronte di queste considerazioni, il consiglio principale è quello di impadronirsi di un metodo generale che consenta di interpretare e capire la direzione del mercato, elemento di riferimento di tutte quelle situazioni in cui percepiamo che le nostre scelte sono contaminate dall’irrazionalità.

 

E’ il mercato che suggerisce se vendere o comprare , é il mercato che fa intendere le potenzialità di profitto di una giornata di Borsa. In questo settore ci sono società e professionisti pagati profumatamente che gesticono i portafogli di numerosi clienti, mentre le banche di investimento dominano il mondo attraverso presumibili strategie di sottostanti e titoli. Tutto ciò dovrebbe far riflettere e considerare che le regole dell’analisi tecnica e fondamentale attuate da Banche e traders istituzionali sono le stesse di quelle poste a disposizione di un operatore privato.

 

Non solo; non sono isolati i casi di operatori di istituti e società di investimento che successivamente hanno deciso di lavorare in proprio, e viceversa di investitori retails assunti da gestori di fondi. Nessuno ha piacere di chiudere in perdita uno scambio, e la maggior parte degli operatori soffre la caduta del prezzo dopo un acquisto, eppure queste non sono condizioni singolari dell’attività di trader, ma di qualunque altro commerciante di qualsiasi altro comparto. Il trading é commercio, nient’altro, con la differenza e l’attenuante che rispetto ad altri settori finanziari é necessario un capitale nettamente inferiore. 

 

Appuntamento a giovedì su trading blog 


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