I limiti del Cot Index

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 24-01-2011 7:41

trading_blog_2Venerdi scorso scadevano i titoli su Eur/Usd senza il rituale “pestone” degli istituzionali. I traders a caccia di oscillazioni questa volta mancano l’appuntamento con la liquidazione delle posizioni che spesso si presenta a ridosso della scadenza dei titoli derivati.

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Il fenomeno viene vanificato da una repentina quanto inaspettata (per noi trader retails) inversione della tendenza, mi spiego: i “non commercial” nello spazio di una sola settimana hanno corretto oltre 48.000 posizioni; in sostanza hanno diminuito i contratti short di 24.341 ed incrementato di 24.950 le posizioni long rimettendo la bilancia tra posizioni buy e posizioni sell in parità. Quanto successo, é innegabile, rileva una defettibilità della strategia basata sul mercato istituzionale soprattutto alla scadenza delle opzioni in concomitanza di titoli leaps.

 

 

Tuttavia anche la tabella di Febbraio ha contribuito ad ingannare molti analisti che poggiano le loro previsioni sul Cot Index.Infatti, quest’ultima vedeva ed é tuttora contraddistinta dallo strike della call 132 carico  di oltre 3000 contratti. Nello specifico 1,32 sembrava l’area di atterraggio di una forte manovra liquidatoria che poteva partire dalla resistenza 1,35.

 

Invece il mercato istituzionale ha potuto celare bene le proprie intenzioni grazie ad un paio di elementi determinanti: il primo dovuto appunto alla presenza di titoli leaps che non hanno permesso di calcolare bene il punto di massimo profitto degli hedge funds, ed il secondo alla improvvisa ed enorme smobilitazione dei contratti denunciata solo venerdi scorso dal Cot Index.

 

Dunque, al momento tali sono le considerazioni: la tabella di Febbraio non é di immediata interpretazione poichè lo strike della call 132 può essere stato acquistato a sostegno di rialzi e stabilizzazioni di quotazioni che difficilmente scenderebbero sotto 1,32. Inoltre, per capire se quest’ultimo strike sia stato comprato o venduto dovremo aspettare la prossima settimana per osservare se effettivamente il mercato istituzionale ha invertito la tendenza da ribassista a rialzista.

 

Quanto verificatosi il 21.01.2011, non taglia le gambe ad una strategia consolidata come quella basata sul Cot Index, ma mette in risalto un dato incontrovertibile : le tabelle con presenza di opzioni leaps sono di impossibile  interpretazione e portano ad analisi errate, inoltre possono nascondere rapide manovre di inversione di tendenza.

 

Nei prossimi giorni sarà nuovamente possibile essere in trend grazie alla chain delle opzioni e al  Cot, ricordando che i titoli a lunga scadenza (leaps) quando ci sono(raramente per fortuna), minano l’affidabilità della tabella delle opzioni e rendono vulnerabile anche un solido trend acclarato da giorni dal Cot Index.

 

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