Gli errori da non dimenticare..

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 09-04-2013 8:04

Tutte le strategie anche quelle più blasonate e sperimentate possono presentare risultati parziali, che disattendono le aspettative di profitto per periodi determinati. Nessun trader ha il dono della chiaroveggenza, e anche se la preparazione é profonda e curata nel tempo prima o poi un errore si commette.
 
L’emotività si rivela il fattore che rende a volte difficile l’operatività di tanti, soprattutto nel breve periodo, generando momenti di profitti limitati o quasi nulli. Nel 90% dei casi l’appetito per l’istinto può indebolire anche un metodo collaudato come quello struttutato sugli strumenti derivati che ritengo valido ed estremamente affidabile per commerciare cambi valutari.

 

I demoni generalmente si ripetono e restano praticamente i medesimi, come la voglia di recuperare prima del necessario o la presunzione dettata da perduranti stagioni di guadagni. Sono situazioni che inevitabilmente intaccano il rendimento finale che, se fossero state considerate con più ragionevolezza, potevano essere evitate o quantomeno eluse.

 

Per durare sui mercati finanziari é opportuno soffermarsi sulle singole circostanze che hanno indotto in errore, perchè riconoscerle in anticipo permette di ridurre sensibilmente il rischio di deprimere il rendimento finale degli scambi.

 

Entrando nel particolare ho constatato che talvolta l’ego ha la meglio, e si posizionano le transazioni in trend per inerzia, sull’onda dei precedenti profitti, senza analizzare a dovere le movimentazioni dei titoli di opzione dei mesi successivi.

 

Il presupposto che un trend primario, individuato mediante l’analisi dei futures al CME di Chicago, traccia la via maestra delle quotazioni, che tuttavia può comunque subire ampie pause prima di giungere al bersaglio, ha generato lunghe rincorse compensatorie di scelte troppo frettolose in cui si é pensato di aver capito già molto sul futuro del prezzo.

 

Di conseguenza possono decidersi periodi di riposo dopo la scadenza della catena in corso, per tornare sul mercato quando il titolo e il sottostante sulla nuova chain mostrano un sentiment sufficientemente chiaro. 

 

Ho descritto questa sorta di aneddoto perchè riassume un mio precedente punto debole, ed é importante offrire del tempo ad una regolare autoanalisi che consenta di modulare la frenesia delle operazioni per non regalarle alla controparte.

 

E’ sconveniente nascondere gli errori, e accettandoli dopo averli compresi può essere la base di soddisfazioni successive e di guadagni più consistenti.

 

Appuntamento a giovedì su trading blog


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