Affidabilità delle resistenze in time frame a 10 minuti

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 05-02-2014 17:28

Nel trading online bisogna sempre porre particolare attenzione ai segnali del mercato, questi possono essere utilizzati a nostro vantaggio sia per compiere investimenti di medio-lungo termine sia per investimenti veloci. In questa breve guida vogliamo dimostrare che le resistenze risultano essere affidabili anche in time frame brevi, come quello a 10 minuti (M10). Solitamente la gran parte dei trader che opera in D1 tende a pensare che i supporti e le resistenze validi si possano tracciare solo seguendo i rimbalzi avvenuti nel grafico giornaliero, ciò ovviamente non è del tutto falso, di certo i supporti e le resistenze giornaliere sono molto più stabili e quindi affidabili, ma un trader che si rispetti non può non prendere in considerazione l’opportunità di approfittare anche di time frame minori.

Tutti sappiamo che una resistenza è un’area di prezzo in cui il tasso di cambio ha rimbalzato più volte invertendo la sua direzione. Ne deriva che per tracciare una resistenza dobbiamo avere la certezza di un rimbalzo, perciò i punti da tenere in considerazione sono due. In verità posiamo anche tracciare una retta orizzontale ad ogni punto di massimo toccato dal tasso di cambio ed ipotizzare che possa essere una resistenza di prezzo. Quest’ultimo metodo risulta molto pratico, soprattutto nei time frame brevi come ad esempio l’M10.

AFFIDABILITÀ DELLE RESISTENZE

Supporti e resistenze

Nell’immagine che osservi sono state tracciate più resistenze, ma noi focalizzeremo la nostra attenzione sulla resistenza “A”. In tale area il prezzo è rimbalzato più volte nel corso della giornata, ciò significa che, avendo come riferimento tale area, potevamo sfruttarla per aprire posizioni short.

Il target da tenere in considerazione sarebbe quello delle successive resistenze, che in tal caso valgono come supporti. Fortunatamente, per evitare di complicare le cose si può agire in un altro modo ritenuto più semplice e molto più conveniente. Anziché definire dei target possiamo definire la chiusura del nostro investimento quando il prezzo percorre in direzione contraria una certa percentuale. Possiamo ad esempio decidere di chiudere l’investimento quando questo percorre, in direzione opposta a quella su ci abbiamo investito, circa il 5%, quindi mettere perciò uno stop loss dinamico al 5% delle perdite.

La percentuale però non deve essere calcolata a caso, ma deve superare di qualche punto la percentuale media di volatilità della coppia di valuta su cui abbiamo investito. In questo modo evitiamo che il nostro investimento si chiuda inutilmente.

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