Stangata del governo sulle rendite finanziarie

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 17-10-2014 19:29

L’annuncio dell’attuale governo era di eliminare 18 miliardi di tasse, mentre la realtà sembrerebbe completamente diversa, infatti, la manovra finanziaria di Renzi porterà con se diverse “stangate”, soprattutto sui risparmi e gli investimenti degli italiani.

Una delle notizie certe è relativa all’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, che passa dal 20% al 26%, un duro colpo a chi ha investito e non ovviamente alle classi più abbienti, che sanno bene dove spostare i capiatali. Ma non finisce qui, infatti, la manovra comprende anche l’aumento della tassazione sulle rendite derivanti dai fondi comuni di investimento e fondi pensione, che sale al 20% dall’11% precedente. Quest’ultimo punto definisce chiaramente lo scopo della manovra, che va decisamente a colpire i contribuenti aumentando di fatto le tasse alle classi sociali a rischio.

In uno scenario di incertezza, soprattutto per quanto riguarda il fattore pensioni, anche gli investimenti nei fondi pensione, che fungono da integrazione alla pensione che di fattore sta un punto di domanda, verranno tassati e non poco, visto che si tratta effettivamente del 100% di aumento.

Si prospetta uno scenario preoccupante

Aumentare le tasse è da sempre il modo peggiore per rilanciare l’economia, ma se si vanno a toccare anche i capitali dei risparmiatori, che fungono da ulteriore reddito che viene immesso nel circuito economico, allora ciò che si ottiene è un ristagno dell’economia reale del paese. I consumatori e le piccole e medie imprese, che sono il motore italiano, si impoveriscono ancora di più, con il conseguente crollo dell’occupazione, che già ha raggiunto dati allarmanti.

In una situazione di questo tipo, già estremamente delicata, il governo non fa altro che rendere la soluzione ancora più difficile. Le soluzioni potrebbero esserci, basterebbe rilanciare l’attività di impresa, i giovani italiani sono ricchi i inventiva e capacità di creare occupazione, ma vengono spesso frenati dalle tasse, che fanno letteralmente morire imprese nel giro di un anno dalla loro nascita, insomma, l’Italia sta piano piano diventando un paese composto da operai sottopagati e precari, ed il settore manifatturiero, da sempre pilastro portante italiano, si sta sgretolano nel nome di “più Europa”…e meno Italia.

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