Spiegare il mondo tramite l’analisi macroeconomica

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 21-11-2011 0:00
macro_economiaQuando il prezzo di un prodotto che vuoi comprare aumenta, la cosa ti riguarda. Ma perché il prezzo aumenta? Perché la domanda è maggiore dell’offerta? Perchè è aumentato il costo delle materie prime? Perché c’è stata una guerra in una nazione sconosciuta? Per rispondere a questa domanda occorre trattare la macroeconomia.
Cos’è l’economia?
La macroeconomia è lo studio del comportamento dell’economia nel complesso. E’ differente dalla microeconomia, che si concentra maggiormente sugli individui e su come prendono le decisioni economiche. Inutile dire che la macroeconomia è molto complicata e ci sono molti fattori che l’influenzano. Questi fattori sono analizzati tramite diversi indicatori economici che ci parlano della salute generale dell’economia.
Gli analisti macroeconomici, i macroeconomisti tentano di prevedere le condizioni economiche per aiutare i consumatori, le aziende e i governi a prendere decisioni migliori.
I consumatori vogliono sapere quanto sarà facile trovare lavori, quanto costerà comprare merci e servizi sul mercato o quanto costerà prendere del denaro in prestito.
Le aziende usano l’analisi macroeconomica per determinare se l’espansione della produzione sarà bene accolta dal mercato. I consumatori avranno denaro a sufficienza per comprare i prodotti o i prodotti resteranno sugli scaffali a raccogliere polvere?
I governi si rivolgono alla macroeconomia quando devono pianificare il budget di spesa, creare nuove tasse, decidere sui tassi di interesse e prendere decisioni politiche.
L’analisi macroeconomica si focalizza principalmente su tre cose: produzione nazionale (misura il prodotto interno lordo (PIL)), disoccupazione ed inflazione.
Produzione nazionale: prodotto interno lordo
L’output, il più importante concetto della macroeconomia, si riferisce alla quantità totale di prodotti e servizi che una nazione produce, comunemente noto come prodotto interno lordo. Questo parametro è come una fotografia dell’economia in un certo momento nel tempo.
Quando ci si riferisce al PIL, i macroeconomisti tendono ad usare il PIL reale, che tiene conto dell’inflazione, a differenza del PIL nominale, che si riferisce solamente ai cambiamenti nei prezzi. Il PIL nominale sarà più alto se l’inflazione aumenta quindi non sarà indicativo di livelli di produzione più elevati ma solo di prezzi più alti.
Uno svantaggio del PIL è che, siccome l’informazione deve essere raccolta dopo che è terminato uno specifico periodo di tempo, il valore del PIL di oggi è solamente una stima. Il PIL è comunque una pietra miliare nell’analisi macroeconomica. Una volta che sono state raccolte diverse informazioni riguardanti un determinato periodo di tempo, esse possono essere confrontate e gli economisti e gli investitori possono iniziare a decifrare i cicli economici. I cicli economici sono costituiti da alternanza nel tempo di recessioni ed espansioni.
Da qui si può iniziare a guardare alle ragioni per cui hanno luogo i cicli, che potrebbero essere la politica di un governo, il comportamento dei consumatori o fenomeni internazionali. Naturalmente questi parametri possono essere confrontati da un’economia all’altra e di qui si può capire quali nazioni straniere sono economicamente forti o deboli.
In base alle analisi passate, gli esperti possono iniziare a prevedere lo stato futuro dell’economia. E’ importante ricordare che ciò che determina il comportamento umano e in ultimo l’economia non può essere mai previsto completamente.


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