La valutazione del rischio di insolvenza ed il ruolo delle agenzie di rating – parte 3

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 13-08-2013 6:13



In questo consiste infatti il valore aggiunto del servizio fornito al mercato e la diffusione di giudizi non attendibili svuoterebbe di significato l’intera attività,minandone le possibilità di sopravvivenza futura. Detto in altri termini,la situazione di potenziale conflitto di interesse – latente soprattutto nel caso di sollecitata e pagata dal soggetto valutato – non dovrebbe fuorviare i giudizi formulati, in quanto la perdita di reputazione potenziale per l’agenzia di rating dovrebbe rappresentare un potenziale deterrente. Le vicende della crisi dei mutui subprime hanno peraltro sollevato forti dubbi su questa affermazione scatenando chiaramente il dibattito internazionale sul ruolo delle agenzie di rating.

Infatti tale settore è sostanzialmente strutturato secondo il modello dell’oligopolio. Infatti a parte alcune realtà che hanno una presenza puramente locale, il settore è dominato da tre grandi agenzie di origine americana: Standard & Poor’s (S&P), Moody’s Investor Services e infine Fitch ratings

Questi tre colossi hanno essenzialmente tre modalità operative abbastanza simili tra di loro e si differenziano solo sulla base della credibilità che hanno acquisito negli anni nell’ambito dei vari settori in cui hanno operato. In modo particolare il processo può essere riassunto nelle seguenti principali tappe:

Formazione di un team di analisti: la formulazione del giudizio di rating viene affidata ad un gruppo di ricercatori, guidato da un capo, lead analyst. E’ chiaro che la numerosità varia a seconda della tipologia di emittente, tenuto conto della complessità e delle caratteristiche specifiche delle singole operazioni da valutare.

  •    Raccolta delle informazioni: una volta costituita la squadra degli analisti, si procede ad un’analisi abbastanza approfondita di tutte le informazioni che possano permettere di esprimere un giudizio fondato sullo stato di salute attuale e prospettico dell’emittente, nonché di valutare appieno le specificità della singola operazione di raccolta obbligazionaria. La fase di raccolta delle informazioni comincia tradizionalmente con un incontro tra il gruppo di analisti designati e alcuni membri della direzione generale dell’emittente, presso la sede di ques’ultimo.
    Successivamente a questa riunione il canale di comunicazione rimane costantemente aperto per una serie di chiarimenti ulteriori. Per quanto riguarda il livello di valutazione della stato di salute. Del soggetto emittente, il taglio di analisi e il tipo di dati ricercati saranno ovviamente differenti a seconda che il prenditore abbia natura privata o natura pubblica. Nel primo caso, l’attenzione sarà concentrata sulla valutazione dell’ambiente in cui opera l’impresa; sui piani di sviluppo aziendali e della loro effettiva realizzabilità; della situazione economico – finanziaria dell’impresa e della sua capacità di generare liquidità nel futuro.

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