La fase finale: la crisi dei giorni nostri (parte 2)

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 27-03-2012 9:45
crisisE’ normale che la banca alla fine della giornata possa avere un eccesso di liquidità o un fabbisogno di liquidità. Se si trovasse nella situazione di fabbisogno, prima di rivolgersi alla banca centrale (situazione per la quale si opta quando non c’è nessun’altra alternativa), una banca ordinaria cerca la liquidità necessaria sul mercato interbancario, ossia attraverso operazioni di prestito tra banche. Queste operazioni possono anche avere brevissima durata ed hanno applicato il tasso di interesse interbancario a cui si aggiungono altri tipi di tassi, come quello dei mutui per esempio che in Europa è l’ Euribor.
E così quelle banche, che dopo il fallimento della Lehman disponevano di un’ingente liquidità, hanno preferito non andare sul mercato interbancario ad investire, ma depositare tali somme presso le banche centrali, prosciugando il mercato interbancario. Ma la cosa più importante, è che le poche operazioni tra banche avvenivano a tassi di interesse particolarmente elevati. Da qui l’intuizione: si viene a creare un passaggio di denaro in più; ossia, le banche centrali che ora dispongono di queste somme, diventano prestatrici nei confronti di quelle banche che non riuscivano a trovare il denaro sufficiente nel mercato interbancario, portando ad una moltiplicazione delle attività e delle passività della banca centrale. Nel frattempo la pericolosità della situazione si è presto manifestata nel mercato e conseguentemente la banca centrale, oltre a portare avanti queste operazioni, si è trovata costretta tagliare i tassi di interesse, fino a poco tempo fa’ molto prossimi allo zero. E con interventi come questo, le banche centrali cercano di salvaguardare la stabilità finanziaria nel mondo.
Ma ormai tutto è drammaticamente inarrestabile, in quanto i fenomeni dell’economia finanziaria si ripercuotono inesorabilmente sull’economia reale. I consumi delle famiglie diminuiscono, gli investimenti delle imprese seguono lo stesso iter con un logico aumento del volume nei magazzini ed una diminuzione della produzione. E questo disastroso scenario può solo portare in aggiunta un considerevole aumento della disoccupazione. E così nel 2009 la crisi ha fatto calare la produzione del 3% circa in Europa e dello 0,6% nel mondo. Ma nonostante la criticità della situazione, nessun Paese in questo periodo ha mai voluto prendersi la responsabilità di fare qualcosa per rilanciare tutto il sistema, ma perché?


Rimani aggiornato con guide e iniziative esclusive per gli iscritti!

Telegram

Migliori Broker Trading

1
eToro
Deposito minimo
50$
Il nostro punteggio
10
ETF - CRYPTO - CFD
Licenza: CySEC - FCA - ASIC
Social Trading
2
AvaTRade
Deposito minimo
100€
Il nostro punteggio
9
Servizio clienti Multi-Lingua
App Premiata AvaTradeGo
Trading Criptovalute 24/7 e oltre 1250 Asset
3
FP Markets
Deposito minimo
100 AUD
Il nostro punteggio
9
0.0 Spread in pip
Piattaforme e tecnologia di trading avanzate
Prezzi DMA (Direct Market Access) su IRESS
4
Dukascopy
Deposito minimo
100$
Il nostro punteggio
9
Licenza: FKTK
Forex e CFD
Deposito minimo: 100 dollari

Il 74-89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.