La pressione sull’euro ha ricominciato, tra il finire della scorsa settimana e l’inizio di quella in corso, a rifarsi consistente. Nei pressi della Pasqua ha destato meno reazioni di quanto sarebbe avvenuto con gli operatori meno proiettati verso le vacanze il dato sui posti di lavoro creati negli Stati Uniti a marzo, ma ci ha pensato nuovamente la Grecia a mettere sotto tiro la moneta unica.
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