Prezzi alla Produzione – Aprile 2010

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 06-04-2010 16:21
forex14La pressione sull’euro ha ricominciato, tra il finire della scorsa settimana e l’inizio di quella in corso, a rifarsi consistente. Nei pressi della Pasqua ha destato meno reazioni di quanto sarebbe avvenuto con gli operatori meno proiettati verso le vacanze il dato sui posti di lavoro creati negli Stati Uniti a marzo, ma ci ha pensato nuovamente la Grecia a mettere sotto tiro la moneta unica.
Il governo ellenico, secondo il Financial Times, lancerà un prestito da 5-10 miliardi negli Usa per far fronte alle scadenze di maggio, mentre in Europa la Germania si batte per applicare tassi più alti ai fondi di emergenza per Atene.
Nella mattinata di mercoledì l’Unione Europea può sperare in un paio di dati per arginare la propensione a disfarsi della valuta. Il primo di questi rappresentato dai prezzi alla produzione nell’area euro. Il dato mese su mese di febbraio vede, stando alle previsioni, un nuovo notevole rallentamento, con un passaggio al +0,2%, dal +0,7% precedente.ù

Su base annua, per contro, si dovrebbe assistere a una diminuzione di un dato che resta, comunque, ancora in territorio negativo: da -1% a-0,4 per cento. L’economia europea, dunque, stenta ancora a ritrovare la strada del recupero pieno e, nel contempo, permangono i presupposti per tenere i tassi ancora a lungo sui minimi da parte della Banca centrale.
Una buona indicazione delle prospettive immediate verrà fornita anche dagli ordini industriali tedeschi. Si può solo sperare che l’economia guida dell’area batta il -0,5% previsto per il mese di febbraio, che farebbe seguito al positivo +4,3% precedente. Il quadro generale sarà completato dal rapporto finale sul Pil del quarto trimestre in Europa, che però non dovrebbe destare sorprese di alcun tipo né smuovere più di tanto i mercati.
Molta Europa anche nei dati previsti per i giorni seguenti. Il più atteso è quello del commercio al dettaglio europeo, giovedì, seguito da un notevole numero di report dall’area scandinava e da quella britannica.

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