L’Internet del valore e le criptovalute

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 23-11-2021 9:13 Aggiornato il: 25-11-2021 16:26

La fiducia e il consenso sono alla base di tutto!

Quasi tutti sanno, almeno a grandi linee, cosa sono le criptovalute, su tutte il Bitcoin, ma pochi quasi certamente sanno cosa è invece l’Internet del valore o Internet of Value. Ma cosa avrebbe a che fare quest’ultimo temine, all’apparenza un po’ fumoso, con le valute digitali del futuro? Ci arriveremo presto; intanto diamo una definizione di Internet del valore: esso è nient’altro che una rete digitale di nodi che trasferisce valore, e può farlo perché alla base c’è il consenso.

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Le blockchain delle criptovalute, per farla semplice, visto che l’argomento non è affatto per tutti, ed esistono altre sedi opportune per approfondirlo nel dettaglio e nel migliore dei modi possibili, ha bisogno che le parti coinvolte validino contemporaneamente la transazione, ed ecco che il nuovo blocco, che è stato confermato, verrà collegato insieme agli altri già presenti lungo la catena.

Questa catena può essere considerata come una sorta di “catena del consenso”, poiché ogni operazione “scritta” è il frutto della fiducia di tutti coloro che vi hanno preso parte. Come avrete intuito, il valore si crea attraverso un processo di trasparenza di tipo decentralizzato, perché se manca solo un “sì” da parte di un nodo non si può proseguire. Abituati come siamo a riconoscere i soli modelli di tipo centralizzato, con cui ci interfacciamo durante la vita di tutti i giorni (pensate ad esempio a come funziona una banca) e all’interno dei quali esiste un decisore che dall’alto sceglie o meno se validare un’operazione, dimentichiamo che oggi siamo arrivati a un punto di svolta: la “democrazia della rete” infatti è qui tra noi! E più passa il tempo e più questo concetto sarà chiaro anche ai non addetti ai lavori. Le criptovalute oggi ne sono un esempio, anche se la blockchain può essere usata per altre attività che non hanno per forza a che fare con le transazioni. Ma questo è un altro discorso, che ci porterebbe troppo lontano rispetto al punto che vogliamo raggiungere insieme a voi.

Ripetere non fa mai male, in questo caso poi…

L’Internet del valore, detto anche Internet 3.0., è legato indissolubilmente alle criptovalute, proprio perché queste ultime possono esistere (e crescere) grazie al legame di fiducia che si viene a creare attraverso le regole crittografiche necessarie a raggiungere il consenso all’interno di una blockchain.

Detto diversamente, le valute digitali, che oggi non hanno ancora sostituito quelle a corso legale e che forse un giorno non lontano potrebbero anche riuscirci, sono asset digitali univoci e sicuri perché certificati direttamente dai nodi di una blockchain. Ecco il motivo principale per cui molte persone più o meno famose nel tempo libero si dedicano allo studio e al trading delle criptovalute. Semplicemente perché la democrazia della rete dà loro la certezza di operare in totale tranquillità. Ovviamente quando parliamo di “tranquillità” non lo stiamo facendo con riferimento al trading, una materia delicata che bisogna saper maneggiare e che non è certo per tutti, ma al legame che esiste tra Internet del valore e le criptovalute. Legame che speriamo ora vi sia un po’ più chiaro, e di cui continueremo a parlare anche nel prossimo paragrafo.

Non solo cripto

Tutto ciò di cui vi abbiamo parlato finora vale anche per quei “progetti” non per forza legati alle monete virtuali; per esempio esistono blockchain all’interno delle quali sono cristallizzate informazioni di tipo medico, ma anche quelle riferite alle filiere produttive di prodotti edibili, che sono autenticate grazie all’Internet of Value. Insomma, la fiducia e il consenso sono alla base di tutto quel mondo reale del futuro che verrà plasmato attraverso l’uso della blockchain, che in Italia stiamo imparando a conoscere in questi ultimi anni. Merito delle news, che oggi sentiamo anche al telegiornale, su Bitcoin, Ethereum e sulla criptovaluta preferita da Elon Musk, ossia il Dogecoin. Un’ottima cosa, perché più se ne parla più le persone prenderanno confidenza con la nuova frontiera dell’Internet 3.0.

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