Quantitative Easing BCE e cambio euro-dollaro: previsioni ribassiste

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 20-10-2015 17:45 Aggiornato il: 07-10-2018 17:16

Per tutti i trader che operano nel mercato del forex con il cambio euro-dollaro, questa settimana in corso è sicuramente una settimana fondamentale per quanto riguarda l’andamento dell’euro-dollaro. Infatti questo Giovedì 22 Ottobre 2015 il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) è pronto a riunirsi a Malta per la consueta riunione mensile riguardante l’andamento della politica monetaria europea e per discutere del Quantitative Easing BCE. Vi è molta attesa per questa riunione da parte di tutti i trader, ma anche per le parole successive del Presidente della BCE Mario Draghi: fattori che possono influenzare pesantemente l’andamento del cambio euro-dollaro sia nel breve termine (con un forte aumento di volatilità durante al conferenza di Mario Draghi), ma anche nel medio termine a seconda delle decisioni che verranno prese dal Consiglio Direttivo della BCE.

Andiamo perciò ad analizzare in primis l’argomento centrale di questa importante riunione per quanto riguarda l’economia europea, basata sulla possibile estensione del Quantitative Easing BCE (se non l’inizio di un Quantitative Easing 2); successivamente, ci dedicheremo invece alle previsioni per il cambio euro-dollaro a seconda delle possibili decisioni che verranno prese durante il vertice a Malta.

Analisi della riunione per il Quantitative Easing BCE 22 Ottobre 2015

Il contesto economico europeo attuale non è dei migliori, su questo non ci sono dubbi. Il mese di Settembre è stato un mese alquanto complicato per l’economia europea, così come per la stessa Germania (economia trainante dell’Eurozona; basta vedere lo scandalo Volkswagen, il cosidetto Diesel Gate di cui abbiamo già trattato in precedenza). I dati della produzione industriale e degli ordini industriali sono stati in notevole ribasso rispetto ai mesi precedenti. Stesse notizie non positive sono arrivate dal settore manifatturiero e dal settore terziario, dove si è riscontrato un rallentamento nella produzione. Invece l’inflazione risulta ancora estremamente bassa, con il target di inflazione che verrà sicuramente mancato (come ripetuto più volte dal membro della BCE Nowotny durante la scorsa settimana).

Dato il contesto economico europeo attuale, non è mistero il perché la BCE sia intenzionata a prendere misure per quanto riguarda il Quantitative Easing (QE), puntando quindi ad aumentare la durata del piano grazie all’acquisto di titoli per un valore di 1 trilione di euro.
Per chi non sapesse cosa fosse il QE, rimediamo subito: è una dei metodi a disposizione della Banca Centrale di uno stato o confederazione/unione di stati, per creare moneta ed immetterla nel mercato e nel sistema finanziario ed economico, utilizzando operazioni di mercato aperto (ovvero transazioni che la Banca Centrale effettua nel mercato interbancario). Di solito si tratta di acquisti di titoli sul mercato finanziario per una predeterminata somma di denaro.

Lo stesso Presidente della BCE, Mario Draghi, aveva già fornito ai mercati un suggerimento sul futuro: infatti il Presidente aveva già specificato che il Quantitative Easing BCE sarebbe stato esteso oltre la decorrenza prestabilita inizialmente (fissata a Settembre 2016), solo in caso se la situazione dell’Eurozona fosse rimasta ancora in condizioni negative.

Il Quantitative Easing BCE è stato lanciato a Marzo 2015 per spingere l’inflazione verso il target del 2% ed aumentare contemporaneamente liquidità nell’Eurozona. Ma come abbiamo visto, la situazione economica europea non accenna a migliorare come sperato:

  • I prestiti bancari rimangono bassi, i prezzi nell’area Euro sono scesi in media dello 0.1%, la crescita economica dei paesi membri non è uniforme (Italia, Grecia, Finlandia e Austria segneranno un -1% per la loro espansione economica nel 2015).
  • L’inflazione si trova ancora in prossimità dello zero, vi sono timori per quanto riguarda la crescita economica europea e anche rischi esterni (come il rallentamento nella crescita della Cina e l’instabilità del suo mercato azionario, così come la crisi ISIS in Medio Oriente).

Nonostante ciò vi sono anche dei dati che rimangono sempre positivi come i prezzi del petrolio bassi e costanti (cosa positiva per i paesi dell’Eurozona che sono principalmente importatori di energia); oppure come gli indicatori di fiducia che continuano a rimanere positivi (il market mover sul clima economico dell’area Euro in salita di 1,5 punti a 105,6 nel mese di settembre).

Previsioni per cambio euro-dollaro successive alla riunione BCE

Compresa la situazione che sta portando la BCE a considera l’aumento ed estensione del Quantitative Easing BCE, passiamo adesso in rassegna le possibile scelte che possono essere messe in atto. Scelte che possono influire pesantemente sul cambio euro-dollaro portando ad eventuali forti ribassi per il cambio eur-usd.

  1. BCE taglia i tassi di interesse: si tratterebbe dello scenario più devastante per il cambio euro-dollaro, anche se rimane la scelta meno fattibile tra le tutte disponibili per la BCE. Il perché è presto spiegato: i tassi di interesse si trovano già al minimo record e quindi la probabilità che la BCE compia un ulteriore ribasso è davvero molto bassa (anche se poterebbe il vantaggio di ampliare il tipo di asset che la BCE potrebbe comprare per iniettare moneta nel mercato economico e finanziario europeo; una soluzione più facile a livello logistico rispetto a creare un Quantitative Easing BCE 2).
  2. Aumentare dimensione del piano Quantitative Easing BCE: porterebbe sicuramente ad effetti ribassisti sul cambio euro-dollaro, perché se Mario Draghi optasse per questa scelta senza allungare il timeframe del Quantitative Easing BCE, quindi mantenendo la conclusione per Settembre 2016, si andrebbe a creare una certa difficoltà sul carico di funzionamento del piano economico.
  3. Ampliamento del parco titoli: altra opzione percorribile dalla Banca Centrale Europea, riguardante la possibilità di ampliare la tipologia di titoli acquistabili dalla BCE tramite il Quantitative Easing BCE, per facilitare l’iniezione di nuova liquidità sui mercati finanziari e economici dell’Eurozona.
  4. Estensione del piano Quantitative Easing BCE: ultima opzione a scelta della BCE, si tratterebbe del semplice prolungamento della data di scadenza per il QE, quindi prolungandola oltre la data di Settembre 2016. Una delle scelte più chiacchierate da parte degli analisti e anche dallo stesso Mario Draghi.

Sono tante quindi le strade percorribili dalla Banca Centrale Europea, che porterebbero però ad un ribasso dell’euro nel confronto del dollaro americano. Infine è bene ricordare che durante la conferenza stampa che si terrà dopo l’incontro del 22 Ottobre 2015 a Malta, Mario Draghi farà il punto della situazione economica dell’Eurozona e del Quantitative Easing BCE: un momento che porterà ad altissima volatilità nei mercati, quindi bisogna porre molta attenzione ad aprire posizioni durante questo momento, o comunque tenere sotto stretto controllo le posizione già aperte.

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