FMI: crescita mondiale 2015 ferma al 3.1%

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 07-10-2015 7:24 Aggiornato il: 07-10-2018 17:16

Oggi subiamo un calo dello 0,2% del PIL mondiale per il 2015 a fronte della previsione estiva di una crescita del 3,3 % da parte del FMI secondo anche quanto riportato dall’ultimo report World Economic Outlook (WEO) è causato in primis dalla Cina che non cresce come dovrebbe e sopratutto dai paesi emergenti che stentano a decollare con le loro economie.

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Infatti sul taglio della crescita da parte del fondo monetario internazionale pesa di gran lunga anche il calo dei prezzi delle materie prime.

Nel suo rapporto di Ieri, l’FMI spiega il perché la crescita mondiale è rimasta tanto irregolare, evidenziando una situazione deprimente, sopratutto quando le economie sviluppate, a differenza di quelle dei paesi in via di sviluppo,presentano prospettive tanto divergenti. In questo modo si rischia solo di far precipitare ancora una volta tutta l’economia mondiale verso un ribasso.

Vi è infatti una differenza sostanziale rispetto all’anno passato, dove la ripresa delle economie avanzate si prevedeva in leggero rialzo con la conseguenza però di uno stallo dell’economie dei paesi in via di sviluppo e di conseguenza un rallentamento dell’economia mondiale per il quinto anno consecutivo. Tutto questo si riflette in una prospettiva di crescita debole anche delle grandi economie e non solo di quelle emergenti, le quali quest’ultime hanno basato la loro maggior forza sull’esportazione del petrolio.

Nel suo rapporto, il FMI sottolinea:

  • un ribasso dei prezzi delle materie prime;
  • flussi di capitale in calo;
  • pressioni sulle valute dei mercati emergenti;
  • aumento della volatilità dei mercati finanziari;

Questi problemi sono intesi come un vero e proprio rischio per le economie mondiali e in particolar modo per i mercati emergenti e in via di sviluppo.

Nonostante tutto, la ripresa per il 2015 c’è stata e si attesta anche a proseguire per il 2016 anche se in misura minore rispetto a quanto era stato previsto. Tutto questo non può che riflettersi su un calo d’ottimismo da parte di tutte le economie aprendo la strada a tantissime sfide che tutti i paesi del continente si vedono costretti ad affrontare.

Tra i principali problemi che si devono affrontare, vi sono:

  1. bassa produttività;
  2. debito elevato nei mercati emergenti;

Questi 2 aspetti sono molto importanti e devono essere tenuti sotto controllo, considerando che il FMI ritiene sottolineare ancora una volta che la flessione dei prezzi delle materie prime insieme al rallentamento dell’economia Cinese, sono i problemi chiave che hanno portato ad influenzare lo sviluppo e le speranze di crescita dell’economie mondiali.

Secondo alcune fonti, si ritiene che il FMI sia molto pessimista, anche se questo si ritiene al contrario ottimista. Secondo quanto stimato,le cause principali del rallentamento della crescita economica sono:

  1. calo del prezzo del petrolio;
  2. calo delle materie prime;
  3. frenata dell’economia cinese maggiore rispetto a quella prevista;
  4. aggiustamento violento dei mercati finanziari;
  5. apprezzamento del dollaro;
  6. tensioni geopolitiche in Ucraina e Medio Oriente.
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