Le obbligazioni convertibili

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 20-06-2012 13:57
Le obbligazioni convertibili
Sono titoli a reddito fisso paragonabili alle obbligazioni tradizionali, che offrono al possessore di tale titolo può di detenere l’obbligazione fino alla scadenza rimanendo creditore della società emittente; o di consegnarlo in cambio di azioni della stessa o di altra società, modificando lo status da creditore a socio. Il rapporto che esprime il numero di azioni convertibili viene definito rapporto di compendio (n°azioni di comependio/n°azioni convertibili) che viene fissato in sede di emissione e rimane generalmente invariato, a meno di modifiche del capitale sociale. Da questa considerazione deriva poi direttamente il prezzo di conversione, che esprime il valore nominale dell’obbligazione convertibile, ossia il prezzo da pagare per ottenere in cambio un’azione di compendio. Come si può dunque intuire questo è un titolo composto da uno strumento base che è l’obbligazione ed in più è accompagnato dalla possibilità di acquistare azioni pagandole con la consegna delle obbligazioni: una specie dunque di opzione call. Tuttavia la facoltà di conversione comporta un duplice costo in termini di interessi e di liquidità. Infatti, questo titolo offre tassi di interesse inferiori rispetto ad un’obbligazione standard  di circa 2 – 3 punti percentuali; a ciò dobbiamo considerare anche il fatto che il mercato italiano delle obbligazioni convertibili è piuttosto ridotto in termini dimensionali, con appunto conseguenze significative per quanto riguarda gli scambi e la liquidità. La finalità principale che una società persegue emettendo tali titoli variano a seconda del procedimento adottato o dal fatto che le azioni di compendio siano già in circolazione. Per cui se la società offre azioni di compendio emesse in epoche precedenti potrebbe significare che intende smobilizzare azioni proprie detenute in portafoglio; allargare la cerchia degli investitori per poter contare su apporti futuri in termini di capitale di rischio; o molto più semplicemente ottenere un finanziamento a condizioni più vantaggiose, dato il minor tasso di interesse. Mentre se le azioni di compendio fossero di nuova emissione, questa pratica può essere facilmente sostituita ad aumenti di capitale in momenti in cui le azioni sono sotto quotate. In questo caso le obbligazioni convertibili devono essere offerte in opzione nella misura stabilita dal rapporto di conversione ai vecchi soci che potranno decidere di esercitare il diritto o cederlo a terzi.

borsa_tecnicaSono titoli a reddito fisso paragonabili alle obbligazioni tradizionali, che offrono al possessore di tale titolo può di detenere l’obbligazione fino alla scadenza rimanendo creditore della società emittente; o di consegnarlo in cambio di azioni della stessa o di altra società, modificando lo status da creditore a socio. Il rapporto che esprime il numero di azioni convertibili viene definito rapporto di compendio (n°azioni di comependio/n°azioni convertibili) che viene fissato in sede di emissione e rimane generalmente invariato, a meno di modifiche del capitale sociale. Da questa considerazione deriva poi direttamente il prezzo di conversione, che esprime il valore nominale dell’obbligazione convertibile, ossia il prezzo da pagare per ottenere in cambio un’azione di compendio. Come si può dunque intuire questo è un titolo composto da uno strumento base che è l’obbligazione ed in più è accompagnato dalla possibilità di acquistare azioni pagandole con la consegna delle obbligazioni: una specie dunque di opzione call. Tuttavia la facoltà di conversione comporta un duplice costo in termini di interessi e di liquidità. Infatti, questo titolo offre tassi di interesse inferiori rispetto ad un’obbligazione standard  di circa 2 – 3 punti percentuali; a ciò dobbiamo considerare anche il fatto che il mercato italiano delle obbligazioni convertibili è piuttosto ridotto in termini dimensionali, con appunto conseguenze significative per quanto riguarda gli scambi e la liquidità. La finalità principale che una società persegue emettendo tali titoli variano a seconda del procedimento adottato o dal fatto che le azioni di compendio siano già in circolazione. Per cui se la società offre azioni di compendio emesse in epoche precedenti potrebbe significare che intende smobilizzare azioni proprie detenute in portafoglio; allargare la cerchia degli investitori per poter contare su apporti futuri in termini di capitale di rischio; o molto più semplicemente ottenere un finanziamento a condizioni più vantaggiose, dato il minor tasso di interesse. Mentre se le azioni di compendio fossero di nuova emissione, questa pratica può essere facilmente sostituita ad aumenti di capitale in momenti in cui le azioni sono sotto quotate. In questo caso le obbligazioni convertibili devono essere offerte in opzione nella misura stabilita dal rapporto di conversione ai vecchi soci che potranno decidere di esercitare il diritto o cederlo a terzi.


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