I cinque parametri (parte 2)

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 16-04-2012 9:14
inflazione2 Tasso di interesse
L’interesse è il compenso che spetta a chi è disposto a privarsi della disponibilità di una somma liquida; quindi il tasso di interesse quantifica la somma da corrispondere per questa “rinuncia”. Ma per quali ragioni in un certo Paese il tasso di interesse differisce da quello di un altro? Sostanzialmente per due motivi:

A parità di valuta si possono avere interessi diversi in base al rischio dei debitori. La ragione principale è il rating (solvibilità) dei due debitori. Per esempio il tasso di interesse sui titoli di Stato greci era del 10%, mentre il tasso di interesse sui titoli di Stato tedeschi era il 1-2%, mentre il tasso di interesse dei titoli di Stato italiani, poco al di sopra dei titoli di Stato tedeschi
Inoltre, a parità di rischio debitore, il tasso di interesse tra due debitori può essere diverso anche per via del rischio di cambio, ossia la percezione da parte degli operatori che colui che deve pagare un tasso di interesse maggiore sia debitore in una valuta che probabilmente sarà svalutata. Quindi se un Paese ha un tasso di interesse molto elevato rispetto agli altri Paesi a parità di rischio dei debitori, vuol dire che questo Paese potrebbe essere soggetto a svalutazione. Dunque, non è un brillante candidato per fare il suo ingresso nell’UEM, in cui la moneta è chiaramente ed irrevocabilmente la stessa. Quindi il tasso di interesse è un indicatore che si affianca all’inflazione. E possiamo concludere la riflessione, dicendo che il tasso di interesse è un rafforzativo del tasso di inflazione.

Dunque, la domanda sorge abbastanza spontanea: che ruolo hanno il tasso di interesse e quello di inflazione? Esercitano un ruolo da deterrente, nel senso che frenano le aspettative di che vuole entrare nell’UEM, senza riflettere sui rischi connessi. Possiamo quindi dire che  questi primi due parametri sono assolutamente a scopo difensivo del singolo Paese.

3 e 4 – Rapporto disavanzo pubblico/ PIL e Rapporto Debito pubblico /PIL

In Economia, possiamo distinguere queste due grandezze in due categorie, che sono le grandezze flusso e le grandezze fondo. Per comprendere meglio, lo stato patrimoniale ospita le grandezze fondo, mentre il conto economico le grandezze flusso. Lo stesso succede nella macroeconomia; ci sono grandezze flusso e grandezze fondo. Quindi lo stipendio che una persona percepisce è una grandezza flusso; in questa accezione anche il risparmio è un flusso perché deriva dalla differenza tra il flusso del reddito ed il flusso dei consumi. Mentre la ricchezza di un individuo, che è costituita da case, titoli e simili, è una grandezza fondo. Se volgiamo quindi lo sguardo alle grandezze di finanza pubblica, il debito pubblico è una grandezza fondo, in quanto definibile in certo istante; mentre il disavanzo è una grandezza flusso, in quanto indica una differenza circoscritta ad un ambito temporale definito.


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