Prezzi al consumo Canada – Aprile 2010

Pubblicato da Luca M -
flag_Canada_FOREXSarà vero che, come ha detto Derek Holt, dirigente dell’istituto di Toronto Scotiacapital, il Canada è “la nuova Svizzera” in virtù dell’invidiabile stabilità economica in questo periodo di crisi globale che ancora si fa fatica a superare? Senz’altro “l’altra faccia del Nordamerica” offre oggi un quadro congiunturale che non ha pari tra i Paesi altamente industrializzati. Per il 2010 è attesa una crescita del 3,7%, e poco importa se questa ottima performance del Pil è prevista in calo negli anni immediatamente successivi, proseguendo comunque la fase di crescita con il +3,1% nel 2011 e il +1,9% nel 2012.

Tassi di incremento del Pil che, al momento, non si tramutano in un’inflazione fuori dal controllo. Anche nei dati attesi venerdì sull’aumento dei prezzi a marzo. Su base annuo il loro incremento dovrebbe restare pari all’1,6%, mentre mese su mese dovrebbe essere dello 0,2 per cento. Un po’ più elevati sono i dati relativi alla componente core, con un incremento stimato nel 2,1% su base annua.

Tutto sommato una situazione ancora accettabile perché la Bank of Canada possa permettersi di mantenere l’impegno a tenere il costo del denaro fermo (allo 0,25%) fino a luglio. Dopo di che pare inevitabile un giro di vite sulla facilità di ottenere denaro in prestito. Più che giustificato, se il quadro macroeconomico non dovesse deteriorarsi.

È in questo quadro che, la settimana scorsa, il dollaro canadese, noto come “loonie” per via della gavia (un uccello acquatico) impresso su una faccia della moneta e non di qualche fannullone (altro significato della parola loon), ha ritrovato la parità nei confronti del dollaro. E pare intenzionato a tenersela stretta. Era da quasi due anni che alla moneta canadese non capitava di valere (pur di pochi millesimi) più della “cugina” americana. Nei periodi peggiori della crisi mondiale era arrivata a svalutarsi di circa il 30 per cento.

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