L’IA provocherà una disoccupazione di massa? È solo una bolla finanziaria senza futuro? Le risposte dei dati macroeconomici reali smentiscono le tesi catastrofiste e i facili entusiasmi.
Il dibattito globale sull’intelligenza artificiale (IA) oscilla costantemente tra due estremi: da un lato chi prevede una crescita economica miracolosa, dall’altro chi profetizza un futuro di povertà e disoccupazione di massa.
Per evitare di cadere in facili iperboli, l’economista senior di Morningstar, Preston Caldwell, ha analizzato i dati reali per sfatare 5 tra i più diffusi miti sull’impatto economico dell’IA. Ecco cosa dicono realmente i numeri.
Mito 1: “L’IA non sarà mai redditizia”
Molti scettici paragonano l’attuale boom dell’IA alla bolla delle dot-com di fine anni ’90, paventando un imminente fallimento finanziario generalizzato.
- Cosa dicono i dati: Il settore dell’IA sta già generando fatturati reali e massicci. Negli Stati Uniti, i ricavi derivanti dai servizi di IA per gli utenti finali sono stimati a circa 100 miliardi di dollari nel 2025.
- La realtà: Questa cifra è più che sufficiente a coprire i costi diretti di esecuzione dei modelli (la spesa di calcolo e inferenza). Anche se i ricavi non coprono ancora del tutto gli astronomici costi di ricerca e sviluppo (R&S) per l’addestramento dei nuovi modelli, la strada verso una solida redditività aziendale è già tracciata e tutt’altro che impossibile.
Mito 2: “L’IA ha scatenato il recente boom della produttività”
Negli ultimi anni la produttività del lavoro ha registrato una netta accelerazione, passando da una media dell’1,0% (periodo 2010-2019) all’1,9% (periodo 2020-2025).
- Cosa dicono i dati: Questo aumento della produttività è iniziato prima della diffusione su larga scala dell’IA.
- La realtà: L’attuale balzo della produttività è dovuto a mercati del lavoro rigidi che hanno spinto le imprese a investire in vecchie tecnologie di automazione per sopperire alla carenza di manodopera. Storicamente, le tecnologie rivoluzionarie (come l’elettricità o i computer) richiedono anni prima di riflettersi concretamente sulle statistiche generali della produttività. L’impatto reale dell’IA si vedrà, ma ci vorrà del tempo.
Mito 3: “L’IA non contribuisce alla crescita del PIL reale”
Molti economisti sostengono che l’impatto dell’IA sulla crescita economica sia nullo, perché le enormi spese per i data center verrebbero interamente compensate dalle importazioni di chip dall’estero.
- Cosa dicono i dati: Gli investimenti diretti nell’IA hanno contribuito per ben 0,4 punti percentuali alla crescita del PIL reale degli Stati Uniti nel 2025 (che sarebbero stati 0,6 senza alcune sottostime statistiche).
- La realtà: L’IA sta dando una spinta colossale alla domanda economica. Non solo attraverso l’edilizia e i componenti non informatici dei data center, ma anche perché l’acquisto di software e servizi IA viene capitalizzato nei conti nazionali come investimento in beni immateriali. L’unico rischio è che questa forte spinta possa costringere le banche centrali a mantenere tassi di interesse più elevati per contenere l’inflazione.
Mito 4: “Se l’IA è una bolla, non lascerà alcuna traccia nell’economia”
Spesso si pensa che, se le valutazioni azionarie delle aziende tech dovessero crollare, l’IA si rivelerà una tecnologia inutile.
- Cosa dicono i dati: La storia insegna l’esatto contrario.
- La realtà: Grandi innovazioni che hanno cambiato il mondo, come la costruzione delle ferrovie nel XIX secolo o lo sviluppo di Internet durante la bolla delle dot-com, hanno causato perdite devastanti agli investitori dell’epoca. Ciononostante, quelle stesse tecnologie hanno continuato a incrementare la produttività globale per i decenni successivi. Anche se i titoli legati all’IA dovessero subire un crollo in borsa nel breve termine, l’impatto trasformativo della tecnologia sull’economia reale rimarrà intatto.
Mito 5: “Se l’IA avrà successo, i lavoratori saranno condannati”
La paura diffusa è che l’automazione su larga scala basata sull’intelligenza artificiale elimini il lavoro umano, azzerando gli stipendi dei dipendenti a favore dei profitti societari.
- Cosa dicono i dati: La storia economica smentisce questa tesi. due secoli fa, la maggior parte della popolazione lavorava in agricoltura. La meccanizzazione dei campi non ha creato disoccupati perpetui: i lavoratori si sono semplicemente spostati verso l’industria e poi verso i servizi.
- La realtà: I costi per l’utilizzo dei modelli linguistici (LLM) stanno crollando rapidamente. Se l’IA diventerà estremamente economica e accessibile, i lavoratori umani manterranno una quota consistente della ricchezza globale, concentrando il proprio tempo su attività specialistiche e relazionali non automatizzabili.
Questo contenuto non deve essere considerato un consiglio di investimento.
Non offriamo alcun tipo di consulenza finanziaria. L’articolo ha uno scopo soltanto informativo e alcuni contenuti sono Comunicati Stampa
scritti direttamente dai nostri Clienti.
I lettori sono tenuti pertanto a effettuare le proprie ricerche per verificare l’aggiornamento dei dati.
Questo sito NON è responsabile, direttamente o indirettamente, per qualsivoglia danno o perdita, reale o presunta,
causata dall'utilizzo di qualunque contenuto o servizio menzionato sul sito https://www.forexguida.com.
