Il recente sbarco in Borsa di SpaceX continua a far discutere i mercati finanziari globali. Tra le voci più critiche si leva quella di Jeremy Grantham, celebre investing strategist e cofondatore di GMO (Grantham, Mayo, Van Otterloo & Company).
Famoso per aver anticipato alcune delle più grandi bolle speculative degli ultimi decenni, Grantham non ha usato mezzi termini, definendo la quotazione della creatura di Elon Musk come un potenziale azzardo storico.
Secondo l’esperto, l’attuale valutazione dell’azienda è priva di fondamentali solidi e poggia su aspettative distorte legate alla narrativa dell’intelligenza artificiale e dei viaggi nello spazio.
I motivi dietro l’allarme: una valutazione da 1.700 miliardi senza utili
Il fulcro della critica di Grantham risiede nella colossale discrepanza tra i numeri reali dell’azienda e la sua capitalizzazione di mercato:
- Perdite profonde: SpaceX ha raggiunto una valutazione monstre di 1,7 trilioni (1.700 miliardi) di dollari nonostante sia una società strutturalmente in forte perdita.
- La “trappola” dell’IA: Circa il 90% delle proiezioni finanziarie ottimistiche si basa sui servizi legati all’intelligenza artificiale. Tuttavia, Grantham definisce la tecnologia IA attualmente integrata nell’offerta di SpaceX come “di terza categoria”, ampiamente surclassata da leader del settore come OpenAI e Anthropic.
- Le leggi della fisica: Molte delle promesse commerciali relative ai viaggi spaziali presenti nel prospetto informativo vengono liquidate dall’investitore come “assolutamente inconcepibili” secondo i pareri dei fisici più autorevoli.
Il meccanismo forzato che spinge il titolo al rialzo
Nonostante lo scetticismo sui fondamentali, Grantham ammette che nel breve termine il prezzo delle azioni potrebbe continuare a salire a causa di un’alterazione artificiale del rapporto tra domanda e offerta.
Le grandi banche d’affari (tra cui JPMorgan) stanno promuovendo aggressivamente il titolo presso i propri clienti. Inoltre, il Nasdaq ha modificato i propri regolamenti interni per consentire l’inserimento di SpaceX all’interno dell’indice nonostante l’assenza di utili. Questo costringerà tutti i fondi d’investimento e gli ETF indicizzati al Nasdaq ad acquistare massicciamente le azioni, creando un eccesso di domanda che gonfierà ulteriormente i prezzi prima del potenziale crollo.
Il “Metodo Musk” e la teoria del Greater Fool
Grantham riconosce a Elon Musk una capacità unica nella storia della finanza: l’abilità di trasformare la pura propaganda in valore industriale reale sfruttando la teoria del Greater Fool (trovare sempre qualcuno disposto a comprare a un prezzo più alto).
Il meccanismo utilizzato dall’imprenditore si articola in tre step:
- Sfruttare la propria influenza mediatica per spingere il prezzo delle azioni fino a 5 o 6 volte il loro valore reale (fair value).
- Vendere grandi quantità di azioni approfittando del picco, senza che la diluizione mini la fiducia degli investitori.
- Reinvestire immediatamente l’enorme liquidità ottenuta nella costruzione di infrastrutture tangibili (come le Gigafactory).
Sebbene questo modello abbia funzionato in passato, l’investitore strategico avverte che scommettere sulla ripetizione infinita di questo miracolo finanziario rappresenta un rischio altissimo per i portafogli retail.
Il rischio sistemico dell’Intelligenza Artificiale
L’intervista si chiude con una riflessione più ampia sulla totale assenza di controlli nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, paragonata a una commercializzazione di farmaci di massa senza alcuna sperimentazione preventiva.
Secondo Grantham, lo scenario in cui la valutazione di SpaceX sarebbe giustificata implicherebbe un’evoluzione dell’IA talmente pervasiva e potente da stravolgere completamente le nostre vite in modi tutt’altro che piacevoli. Di conseguenza, l’ipotesi del crollo finanziario del titolo rimane, paradossalmente, lo scenario più auspicabile per la stabilità della nostra società.
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