Le Borse globali hanno continuato a salire nonostante le tensioni geopolitiche, i dubbi sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e una politica monetaria ancora prudente. Una tenuta che ha sorpreso anche molti analisti, soprattutto dopo l’aumento del prezzo dell’energia provocato dal conflitto con l’Iran e i timori per le valutazioni raggiunte dai grandi titoli tecnologici.
Secondo Mike Coop, responsabile degli investimenti per l’area EMEA di Morningstar, la solidità dei mercati dipende principalmente da due fattori. Il temuto ritorno dell’inflazione non si è concretizzato e le aziende coinvolte nello sviluppo dell’intelligenza artificiale hanno pubblicato risultati finanziari migliori delle attese.
Le enormi spese destinate a centri di elaborazione dati, semiconduttori e infrastrutture informatiche non hanno ancora provocato il previsto deterioramento della redditività. Gli utili aziendali hanno continuato a sostenere le quotazioni, riducendo almeno temporaneamente i timori di una correzione generalizzata.
Il principale segnale da sorvegliare riguarda però l’aumento della speculazione. Le valutazioni sono cresciute e una parte consistente del mercato dipende ormai dalle aspettative sull’intelligenza artificiale, lasciando gli investitori più esposti a eventuali delusioni.
Il rischio dell’intelligenza artificiale coinvolge molti più settori della tecnologia
L’esposizione all’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto i produttori di microprocessori. La crescita del settore ha creato legami sempre più stretti tra tecnologia, comunicazioni, consumi e servizi pubblici, coinvolgendo aziende appartenenti a mercati geografici differenti.
I grandi fornitori di infrastrutture, i produttori asiatici di semiconduttori e le società che consumano enormi quantità di energia per alimentare i centri di elaborazione dati fanno ormai parte dello stesso fenomeno. Anche un portafoglio apparentemente distribuito tra più settori potrebbe quindi essere fortemente dipendente dalla prosecuzione degli investimenti nell’IA.
La situazione ricorda in parte la fine degli anni Novanta, quando tecnologia, telecomunicazioni e mezzi di comunicazione iniziarono a comportarsi come un unico grande comparto. Oggi una possibile frenata della spesa nell’intelligenza artificiale potrebbe produrre conseguenze su un numero molto più ampio di società rispetto a quanto suggeriscono le tradizionali classificazioni settoriali.
La diversificazione non può quindi limitarsi all’acquisto di numerosi titoli. Bisogna verificare se le aziende presenti nel portafoglio dipendano dagli stessi investimenti, dalle medesime catene di fornitura o dalla crescita degli stessi grandi clienti tecnologici.
Sanità, beni essenziali e Brasile offrono una maggiore diversificazione
Per ridurre questa concentrazione, l’attenzione può spostarsi verso società capaci di produrre risultati anche senza una continua espansione della spesa tecnologica. Tra i comparti segnalati figura la sanità, penalizzata nei mesi precedenti e caratterizzata da valutazioni ritenute più contenute.
Le aziende sanitarie possono inoltre beneficiare di una domanda meno legata all’andamento del ciclo economico. Farmaci, apparecchiature e servizi medici restano necessari anche durante le fasi di rallentamento, rendendo il settore utile per bilanciare investimenti maggiormente sensibili alla crescita.
Anche i beni di consumo essenziali hanno svolto questa funzione in alcune fasi dell’anno. Le società del comparto vendono prodotti di uso quotidiano e tendono a mostrare ricavi più stabili, anche se le opportunità dipendono sempre dal prezzo raggiunto dai singoli titoli.
Sul piano geografico, Coop individua valutazioni interessanti in alcuni mercati precedentemente penalizzati, tra cui il Brasile. Le opportunità vengono ricercate anche tra le società dei consumi discrezionali colpite dai timori per il rallentamento della spesa cinese.
L’inflazione resta sotto controllo nonostante petrolio e guerra in Iran
L’aumento dei prezzi energetici non ha prodotto finora una nuova ondata inflazionistica paragonabile a quella osservata dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Il sistema energetico mondiale appare oggi più preparato ad affrontare brevi interruzioni delle forniture.
I precedenti rialzi del petrolio e del gas hanno reso economicamente convenienti nuovi progetti di estrazione, aumentando la disponibilità complessiva di energia. Parallelamente, famiglie e imprese hanno accelerato l’adozione di fonti rinnovabili e soluzioni meno dipendenti dai combustibili tradizionali.
Anche l’energia russa non è scomparsa completamente dal mercato mondiale. Una parte consistente dei flussi è stata indirizzata verso Paesi come India e Cina, riducendo l’effetto globale delle restrizioni applicate dai mercati occidentali.
Questi cambiamenti hanno reso l’economia meno vulnerabile a un aumento temporaneo dei prezzi. Il conflitto con l’Iran continua a rappresentare un rischio, ma la capacità di produrre e sostituire l’energia è superiore rispetto a pochi anni fa.
L’intelligenza artificiale può frenare i prezzi aumentando la produttività
L’intelligenza artificiale non rappresenta soltanto un rischio per le valutazioni azionarie. L’adozione di nuovi strumenti può consentire alle imprese di svolgere più attività con le stesse risorse, migliorando la produttività e contenendo una parte della pressione sui costi del lavoro.
Questo effetto potrebbe permettere alle società di proteggere i margini senza trasferire interamente gli aumenti sui prezzi finali. Nel breve periodo, tuttavia, la costruzione di centri di elaborazione dati genera una forte domanda di energia, terreni, componenti e infrastrutture.
A contenere ulteriormente l’inflazione contribuisce la capacità produttiva della Cina. Le imprese cinesi continuano a immettere sui mercati internazionali grandi quantità di prodotti a prezzi competitivi, anche grazie al sostegno ricevuto in diversi settori industriali.
La combinazione tra maggiore offerta energetica, aumento della produttività e abbondanza di beni esportati dalla Cina riduce la probabilità di una nuova accelerazione incontrollata dei prezzi. Le banche centrali possono quindi mantenere un atteggiamento prudente, attendendo dati più chiari prima di modificare i tassi.
L’Europa non è conveniente come in passato, meglio i mercati emergenti
Le Borse europee hanno avuto un ruolo secondario rispetto ai mercati maggiormente esposti allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il principale tema locale è stato l’aumento della spesa per la difesa, sostenuto soprattutto dalla Germania e dagli impegni assunti dagli altri governi europei.
Gli investimenti militari possono sostenere la crescita di alcune aziende, ma si tratta di un processo lungo e molto selettivo. Non tutte le società del comparto riceveranno gli stessi benefici e una parte delle aspettative è già stata incorporata nei prezzi.
Nel complesso, le azioni europee vengono considerate vicine a valutazioni complete. Restano tuttavia alcune occasioni tra le aziende di qualità del lusso e tra i produttori automobilistici, penalizzati dalla concorrenza cinese e dalla debolezza della domanda proveniente dalla Cina.
Il mercato britannico, a lungo trascurato dagli investitori, ha già recuperato parte dello sconto accumulato. Pur conservando una composizione differente rispetto agli altri listini, non appare conveniente come tre o cinque anni fa.
Le opportunità più ampie vengono individuate nei mercati emergenti, dove le valutazioni restano in diversi casi più basse. La strategia richiede comunque una forte selezione: non basta acquistare genericamente Europa o Paesi emergenti, ma bisogna individuare aziende solide, con prezzi ragionevoli e ricavi poco dipendenti da un unico fenomeno economico.
La tenuta delle Borse non elimina quindi i rischi. Gli utili aziendali hanno finora giustificato una parte dei rialzi e l’inflazione è rimasta gestibile, ma la concentrazione sull’intelligenza artificiale e l’aumento della speculazione rendono indispensabile una maggiore diversificazione. Sanità, alcuni consumi, Brasile e mercati emergenti possono offrire fonti di rendimento differenti, mentre in Europa le opportunità appaiono più limitate e concentrate su singole aziende.
Questo contenuto non deve essere considerato un consiglio di investimento.
Non offriamo alcun tipo di consulenza finanziaria. L’articolo ha uno scopo soltanto informativo e alcuni contenuti sono Comunicati Stampa
scritti direttamente dai nostri Clienti.
I lettori sono tenuti pertanto a effettuare le proprie ricerche per verificare l’aggiornamento dei dati.
Questo sito NON è responsabile, direttamente o indirettamente, per qualsivoglia danno o perdita, reale o presunta,
causata dall'utilizzo di qualunque contenuto o servizio menzionato sul sito https://www.forexguida.com.
