Euro Yen, come investire dopo riconferma Kuroda e scandalo governo Abe

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 10-04-2018 10:54

La Banca centrale del Giappone ha lasciato invariati i tassi di riferimento e ha altresì confermato di non voler accelerare il percorso di normalizzazione della propria politica monetaria. Una doppia scelta che è stata formalizzata nel corso della riunione dello scorso 9 marzo, e che non ha certo sorpreso gli analisti, i quali attendevano la conferma del livello dei tassi a -0,1% sul breve e a 0% sui titoli decennali.

Con l’occasione, la BoJ ha riconfermato in modo evidente la fiducia verso la ripresa dell’economia, ribadendo come il proprio approccio espansivo riuscirà a spingere l’inflazione verso il target del 2%. Nelle sue dichiarazioni, il governatore Kuroda ha poi rassicurato i mercati sul fatto che la Bank of Japan non abbia alcuna intenzione di anticipare la propria fase di “normalizzazione” della politica monetaria, non avendo fretta di avviare la fase di riduzione dello stimolo monetario.

Nelle scorse settimane, soprattutto dopo la riconferma del governatore Kuroda (anch’essa attesa ampiamente dagli analisti) per un secondo mandato, il mercato aveva iniziato a scontare un cambio di passo restrittivo della BoJ, scaricando molte tensioni rialziste sulla valuta giapponese. Tensioni che, peraltro, sono state ulteriormente alimentate dallo scandalo nel governo Abe, caratterizzando uno scenario piuttosto misto.

La riconferma di Kuroda ha infatti indotto i mercati a ritenere che la Boj muoverà verso una più rapida normalizzazione della propria azione, e a poco sono servite le rassicurazioni dello stesso governatore, che ha chiarito come in realtà l’istituto attuerà una politica non solo molto espansiva, quanto anche in grado di assicurare un proprio allentamento monetario fino al momento in cui l’inflazione non raggiungerà il 2%. Gli occhi degli investitori si spostano dunque al meeting del 27 aprile, anche se pure in quella occasione è probabile che Kuroda possa confermare la propria precedente visione.

Per quanto poi riguarda il ruolo dello scandalo che ha coinvolto il Governo giapponese, è probabile che ancora per un po’ possano essere esercitate delle pressioni rialziste. Da un lato, infatti, la posizione più debole di Abe, fautore di una politica di debolezza per lo yen e, dall’altro, la conferma di Kuroda stanno alimentando il rialzo della valuta, già spinta ad apprezzarsi dal suo ruolo di safe haven in uno scenario di guerra commerciale, che ha ampliato l’avversione al rischio spingendo all’acquisto di monete rifugio come lo yen. Avversione al rischio che è stata poi parzialmente riequilibrata nell’ultimo fine settimana, quando USA e Cina hanno compiuto rispettive aperture, ma che potrebbe perdurare sui mercati ancora per qualche tempo.

In relazione ai rapporti valutari, il cambio EUR/JPY potrebbe consolidare ancora in area 130, con lo yen che beneficia dell’avversione al rischio sui mercati dovuta allo scontro commerciale fra Cina e USA. Di contro, il governatore BCE Draghi ha ribadito che finché i prezzi non riprenderanno a salire a un ritmo soddisfacente, le mosse della Banca saranno vigili attraverso gli acquisti dei bond, che sono stati già ridotti a 30 miliardi di euro al mese, smussando così la forza dell’euro.

Sul fronte del rapporto tra USD/JPY, è possibile che la fase di apprezzamento dello yen possa indebolirsi rispetto al dollaro. La valuta nipponica sta intercettando l’avversione al rischio dei mercati, dovuta allo scontro sui dazi, e sta anticipando altresì il possibile cambio di passo restrittivo della BoJ, in vista del del 27 aprile. Tuttavia, la situazione potrebbe parzialmente cambiare, complice il ritorno di una maggiore propensione al rischio e l’emersione che la Fed porterà avanti il proprio progetto di almeno tre rialzi dei tassi per quest’anno.

Infine, sull’ambito GBP/JPY la sterlina prosegue nel suo trend di apprezzamento nella speranza di una possibile soft Brexit e dopo che la BoE ha lasciato intendere che il rialzo dei tassi avverrà probabilmente nel meeting di maggio, complici la buona crescita e il surriscaldamento dei prezzi.

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