Poste TIM entra in una fase decisiva. Poste Italiane ha deciso di migliorare le condizioni dell’Opas su Telecom Italia aumentando la componente in denaro e, soprattutto, rinunciando alla soglia minima del 66,67% che inizialmente condizionava il successo dell’operazione.
La mossa arriva mentre le adesioni restano ancora contenute e punta chiaramente a convincere gli azionisti TIM rimasti alla finestra. Il nuovo corrispettivo viene inoltre indicato da Poste come definitivo, escludendo quindi ulteriori rilanci.
Poste mette altri 30 centesimi sul tavolo
Come riportato da Borsa Italiana, la componente in contanti dell’offerta sale di 30 centesimi, da 1,67 a 1,97 euro per ogni azione TIM, mentre rimane invariata la componente azionaria pari a 0,218 nuove azioni Poste Italiane per ciascun titolo portato in adesione.
Considerando il prezzo di Poste del 20 marzo 2026, pari a 21,46 euro, il nuovo corrispettivo attribuisce a TIM una valorizzazione implicita di circa 6,65 euro per azione, con un premio del 14,16% rispetto alla quotazione TIM utilizzata come riferimento. Prendendo invece il prezzo di Poste del 4 settembre, pari a 26,90 euro, il valore implicito dell’offerta sale a 7,83 euro per azione TIM.
Il rilancio non dovrebbe compromettere la struttura finanziaria dell’operazione: Poste prevede per il nuovo gruppo una leva finanziaria pro-forma di circa 1,5 volte a fine 2026. Rimane confermata anche la politica dei dividendi per il 2026 e l’obiettivo di una cedola crescente dal 2027.
Via la soglia del 66,67%: l’Opas può andare avanti comunque
La modifica probabilmente più importante riguarda però la condizione minima di adesione. Poste ha deciso di rinunciare alla soglia del 66,67% dei diritti di voto, accettando quindi le azioni conferite anche qualora l’offerta dovesse chiudersi molto al di sotto di quel livello. Restano invece valide le altre condizioni previste dall’operazione.
La scelta diventa particolarmente significativa considerando che le adesioni comunicate all’inizio di settembre erano arrivate soltanto al 6,1588% del capitale oggetto dell’offerta. L’amministratore delegato di TIM Pietro Labriola e i dirigenti con responsabilità strategiche hanno comunque già aderito con le proprie partecipazioni.
Il periodo ordinario di adesione terminerà l’11 settembre, mentre, proprio a seguito della rinuncia alla soglia minima, i termini saranno riaperti dal 21 al 25 settembre 2026.
Poste continua inoltre a prevedere che l’operazione abbia un effetto positivo sull’utile per azione già dal 2027, con un beneficio atteso a doppia cifra nel 2028.
Il messaggio agli azionisti TIM appare quindi piuttosto netto: l’offerta è stata migliorata, non ci saranno altri rilanci e Poste è pronta a procedere anche senza raggiungere il 66,67%. Saranno ora gli ultimi giorni dell’Opas e la successiva riapertura dei termini a mostrare quanto il nuovo prezzo riuscirà realmente ad accelerare le adesioni.
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