Trading sulle materie prime

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 03-10-2013 13:47


Le piazze di Chicago, Londra e New York sono le principali sedi di contrattazione delle materie prime. Per materie prime si intendono:

gli energetici, come petrolio, gas e derivati;

i metalli come allumnio e nichel;

i preziosi come oro argento platino e palladio.

Ad essi, oltre alle carni bovine e suine, vanno aggiunti gli agroalimentari, come cereali, caffè, cacao, zucchero e succo di arancia.

Non si tratta di un elenco esaustivo, certamente però vi sono compresi alcuni dei sottostanti più trattati dagli operatori.

Le Borse delle materie prime, negli ultimi dici anni hanno beneficiato di un notevole incremento del volume d’affari grazie alle fusioni di colossi della speculazione finanziaria.

I gruppi Lbma a Londra, il Nyse, che comprende le piazze di New York, Londra e Parigi, o ICE, piuttosto che il CME, comprensivo delle Borse CBOT, Nymex, Comex sono solo una parte dei mercati che hanno portato gli investitori a considerare le materie prime strumenti di scambio alla pari di quelli offerti dai titoli azionari.

Le negoziazioni delle materie prime avvengono tramite future, ossia contratti a termine (c.d. forward) standardizzati, ovvero corredati di moduli di contrattazione prestabiliti dalle Borse, al fine di facilitare la partecipazione degli investitori.

Ogni future è identificato da una sigla, il cosiddetto ticker. Ad esempio CC per il cacao, NG per il gas naturale, KC per il cacao, Cl per il petrolio e via dicendo..

Banche e intermediari con sede legale e societaria in Italia consentono agevolmente attraverso le piattaforme di trading l’accesso ai mercati americani, anche se tuttora rimane più difficoltosa la relazione con le borse europee.

Dunque, anche sulle materie prime la sostituzione delle contrattazioni alle grida con le negoziazioni telematiche ha contribuito ad alimentare l’offerta internazionale sui beni economici transabili anche dal piccolo investitore, direttamente dal proprio pc, dove è comunque sempre opportuna una adeguata preparazione in merito, poiché ogni materia prima è caratterizzata da una dinamicità particolare che la differenzia dalle altre.

In sintesi è possibile dire che oro e petrolio appaiono più tecnici sia dal punto di vista dei livelli di volatilità che esprimono, che da quello grafico e dell’analisi tradizionale.

In pratica, come per le valute, anche per le materie prime il rischio resta legato alla dimensione del controvalore negoziato.

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