Il trend da Down alla finanza digitale

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 17-10-2013 14:49


I primi analisti tecnici non avevano a disposizione la tecnologia che oggi è a disposizione dei traders privati ed istituzionali.

Prima della comparsa delle reti informatiche interbancarie e del trading online, gli operatori di Borsa annotavano su apposite agendine le sequenze dei prezzi, e compilavano a mano i grafici soffermandosi sui rilievi che il trend riconsegnava per le previsioni di breve e medio periodo.

In pratica si dava molta importanza al metodo del prezzo puro ed ai valori medi registrati dalle oscillazioni delle quotazioni, essendo peraltro limitato l’impiego di indicatori sofisticati, elaborati solo alcuni decenni dopo la pubblicazione dei fondamenti dell’analisi classica di Charles Down.

Tuttavia gli investitori dei nostri giorni su questi presupposti di base hanno costruito strategie complesse, regolate da riferimenti statistici di macro e microeconomia, oltre a quelli restituiti dall’osservazione dei titoli legati ai rapporti di cambio nei mercati valutari.

Questo spiega in parte il motivo per cui l’equity complessiva dei conti trading è in miglioramento, e sottolinea specialmente il crescente numero di operatori retails che hanno attribuito fiducia alle postazioni telematiche di azioni, valute e delle materie prime, gestite direttamente dal proprio pc.

E’ evidente che non si tratta di attività di semplice amministrazione, e per tali ragioni molti brokers adottano software piuttosto intuitivi, provvidenziali per chi inizia, che non penalizzano né la professionalità dei programmi che interfacciano ai mercati internazionali, né la possibilità di acquisire nel tempo un grado di consapevolezza paragonabile a quella di un trader istituzionale.

D’altra parte la scelta ed il giudizio di merito su un intermediario non dovrebbero essere espressi semplicemente sulla quantità dei tools che mette a disposizione, ma in relazione alle certificazioni di legge che possiede e al grado di esperienza maturata nelle transazioni finanziarie.

In concreto, nel commercio delle valute e in quello dei titoli, i migliori risultati si ottengono combinando le teorie classiche con le movimentazioni dei grandi gruppi bancari, e di fatto è questo tipo di contatto che consente di affrancarsi dalle decisioni soggettive, che generano confusione e disorientamento anche quando si tenta di identificare la tendenza nel Foreign Exchange Market.

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