Allarme recessione USA con possibili effetti sul cambio euro-dollaro

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 13-02-2016 0:13 Aggiornato il: 16-02-2016 9:34

Anche i primi della classe a volte vacillano e possono fare qualche passo indietro. Stessa cosa può accadere nel mondo dell’economia e della finanza globale. Stiamo parlando dell’economia degli Stati Uniti, una delle economie che è sempre stata tra le più forti e floride a livello globale. Eppure, si possono sentire alcuni scricchioli in questo periodo del 2016 poco roseo per l’economia mondiale. Da una parte vi è il rallentamento della crescita economica degli USA, dall’altra invece l’instabilità finanziaria di molti altri paesi, tra cui figurano colossi anche come la Cina stessa. Questo senso generale di insicurezza dei mercati finanziari si riflette anche sull’economia americana, che incomincia a pensare ad una possibile recessione USA.

Coppia-Euro-Dollaro

Molti economisti ed analisti, tra cui quelli della Bank of America Merill Lynch, fissano al 25% la probabilità concreta e tangibile di una recessione a partire da adesso fino alla fine dell’anno. Sono molte le voci che quindi stanno prevedendo un periodo di crisi che dovrebbe iniziare entro questo anno. Ma i dati relativi al pessimismo americano non finiscono qua. Secondo un sondaggio del Wall Street Journal, pilastro dell’editoria finanziaria, la probabilità di una crisi e recessione USA in arrivo quest’anno è aumentata del 21% rispetto alla probabilità dell’anno precedente. Oltre ad aver toccato i massimi, livelli che non venivano raggiunti dal 2012. O almeno è questo il “sentiment” degli investitori e trader americani, che sembrano vedere una tempesta in arrivo molto presto. I motivi sono molteplici e sembrerebbero provenire sia dall’interno, ma sopratutto dall’esterno degli USA. Sono differenti le economie nazionali che non se la stanno passando proprio bene in questo periodo, e ciò fa paura agli investitori americani, i quali temono ripercussioni anche sull’economia USA. Andiamo quindi a vedere quali sono i motivi di una possibile recessione USA.

Possibile recessione USA dietro l’angolo per gli investitori americani

Insomma, la situazione economica degli Stati Uniti non è proprio pessima. Infatti, i principali dati macro economici riportano comunque una economia in un buon stato di salute. Stesse parole dette anche da Janet Yellen, Presidente della Federal Reserve americana, davanti al Congresso americano. La FED americana sta attentamente monitorando i flussi dell’economia globale, anche per via della loro decisione di rimandare (molto probabilmente) l’aumento dei tassi d’interessi sul dollaro a marzo. Uno dei problemi principale può proprio provenire dall’estero, causato dall’instabilità di altre economie globali (in primis la Cina, con oltre 30 mila miliardi di debito ed in piena crisi finanziaria dovuta ad un rallentamento della sua crescita economica).

Perciò la stessa Federal Reserve rimane cauta con le proprie decisioni di modificare i tassi di interesse, preferendo comunque aspettare le prossime reazioni dei mercati finanziari prima di agire. Non è infatti il momento giusto di farsi prendere dall’ansia o fretta di agire senza prima dedicare il giusto tempo a pensare una strategia finanziaria adatta al contesto economico globale. Il colmo, come anche la stessa Yellen ha affermato, è che la FED prospetta una crescita modesta, ma pur sempre una crescita, dell’economia americana durante questo nuovo anno. Eppure viene riconosciuto che vi è qualcosa che non va, un qualche ingranaggio che incomincia ad arrugginirsi nella macchina della perfetta economia USA. Queste paure e tensioni portano molti investitori ed analisti a pensare che ci si stia avvicinando, passo dopo passo e inesorabilmente, ad una recessione USA. Un evento che avrebbe sicuramente forte ripercussioni anche su altre economie, oltre che in ambito Forex sul cambio euro-dollaro.

grafico_forex_cambio_euro-dollaro

Le parole della Yellen sono state prese proprio alla lettera dal mercato forex. Inizialmente infatti gli investitori sono corsi a comprare il dollaro, per rifugiarsi però poi nell’euro una volta chiusa la borsa di Wall Street. Insomma, la possibilità del mancato aumento dei tassi di interesse sul dollaro americano ha portato molti investitori ad andare investire sull’euro, anziché sul dollaro. Il tutto si è riflesso sul grafico del cambio euro-dollaro con un improvviso aumento nel cambio, arrivato a toccare anche quota di 1.13, valore che non veniva raggiunto dallo scorso Ottobre 2015. Vi sono quindi possibilità che adesso il cambio euro-dollaro entri in una nuova fase di mercato laterale impostata ad un livello decisamente più alto rispetto a quello dei mesi appena passati.

La verità però, è che se l’America scricchiola, l’Europa non dorme sogni tranquilli. Una recessione USA andrebbe a coinvolgere sicuramente anche l’economia Europea, che già di suo non si trova nel momento di sua migliore forma. Vi sono infatti alcuni paesi membri dell’Unione Europea che si trovano in evidenti difficoltà. In primis vi è la Grecia, ancora intricata nella problematica situazione di incominciare a ripagare il pesante debito a livello europeo. Dall’altra parte vi è il Portogallo, la cui manovra finanziaria è stata criticata dall’Unione Europea, poiché poco propensa all’austerity tanto inneggiata da quasi tutti i leader europei. La colpa è dovuta al governo portoghese, fortemente socialista, il cui Presidente Antonio Costa vorrebbe aumentare il livello dei salari medi e addirittura ridurre i giorni lavorativi a 4. Manovre che vanno quindi contro corrente, ed infatti il Portogallo è stato invitato a rivedere la propri manovra finanziaria, con il ministro delle Finanza tedesco molto scocciato dal comportamento, poco politically correct, del Presidente lusitano Costa. Ma dopotutto, è risaputo che il governo portoghese cova in seno forti sentimenti anti-europeisti. Una situazione molto delicata.

Situazione che si è andata a riflettere con un forte aumento dello spread tra i bund tedeschi e quelli di Grecia e Portogallo. Per i primi, lo spread è aumentato a 1000 punti base, mentre per i secondi è arrivato a quota 400. Ecco perché gli investitori americani pensano seriamente ad una possibile recessione USA. E come la stessa Yellen ha fatto notare, il problema principale non si trova tra “le mura amiche”, ovvero nei confini USA. Ma si trova proprio al suo esterno. Da una parte vi è la Cina, un colosso ferito, che vacilla pericolosamente e tutti temono un suo possibile tonfo, che avrebbe ripercussioni catastrofiche (specialmente in Asia). Dall’altra vi è l’Europa, con i paesi membri del Sud (Grecia, Portogallo, Spagna e Italia) che incominciano a soffrire questa dura politica di austerity. Oltre al problema, sempre dietro l’angolo, di una possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

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