Pil USA – 29 luglio 2010

Pubblicato da Luca M -
flag_USA_FOREXIl primo semestre 2010 si chiuderà col dato sul Pil americano annualizzato, riferito al periodo maggio-luglio. Un dato fondamentale per capire quanto stia davvero rallentando la crescita americana e, di conseguenza, quella mondiale. Gli ultimi che lo hanno preceduto non sono particolarmente incoraggianti e il consensus nemmeno: si dovrebbe scendere al 2,5% dal 2,7 del primo trimestre.

C’è anche chi ritiene, però, che questa previsione un po’ pessimistica sia destinata a essere battuta. Nel frattempo, l’ultima release che ha preceduto quella sul Prodotto interno lordo, relativa agli ordinativi di beni durevoli, ha mostrato un calo dell1% mese su mese a giugno, dopo che a maggio c’era già stato un calo dello 0,8 per cento.

Le aspettative di un incremento dell’1% sono state in parte deluse dall’andamento degli ordinativi nel settore degli aeromobili, esclusa difesa, che ha visto un calo del 25,6 per cento. Anche al netto della componente trasporto, comunque, gli acquisti di beni durevoli risultano in calo, dello 0,6 per cento.

Fa sperare in bene, invece, il +13% relativo ad apparecchiature e software, che si spera faccia schizzare il dato delle vendite finali domestiche anche nel computo del Pil, sul quale però dovrebbe pesare un congelamento delle importazioni e uno scarso incremento delle scorte.

Il dollaro, che ha visto l’euro riagganciarsi a quota 1,30 piuttosto stabilmente negli ultimi giorni, si trova con ogni probabilità alle soglie di un nuovo paradosso. Dati sul prodotto interno migliori delle attese possono servire a incrementare ulteriormente la propensione al rischio ritrovata negli ultimi giorni. Un’economia più florida del previsto potrebbe, dunque, indebolire la moneta americana. Molto dipenderà non solo dal dato in se, ma dalla scomposizione dei fattori che lo compongono e dall’andamento di ognuno di essi.


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