PIL UK – verso la conferma del calo nel 2009

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 29-03-2010 17:31
flag_GBP_FOREXLa Gran Bretagna si appresta, la mattina del 30 marzo, a ufficializzare il peggior anno della sua economia dall’epoca della seconda guerra mondiale. Il dato definitivo sul Pil del 2009 dovrebbe confermare, con un calo del 3,3%, quanto era emerso dalla lettura preliminare. Conferma anche per il dato dell’ultimo trimestre dello scorso anno, quel +0,3% che ha segnato l’uscita dalla fase recessiva e l’inizio di una ripresa che porterà, secondo le ultime previsioni, a una crescita tra l’1 e l’1,5 per cento per l’anno in corso, mentre per il 2011 si dovrebbe raggiungere il +3,5 per cento.

La sterlina ha già cominciato da tempo a prezzare i miglioramenti avvenuti nell’economia britannica e non c’è dubbio che qualche lettura dei dati sul Prodotto interno, soprattutto relativamente ai consumi interni, potrebbe rafforzare o indebolire tale tendenza. Ma il prossimo futuro della valuta britannica resta legato principalmente alla capacità del governo in carica, e soprattutto di quello che subentrerà con le elezioni di giugno, di ridurre il deficit di bilancio, senza minare i fragili equilibri della ripresa.

Alcuni organi locali di informazione hanno paventato l’ipotesi che si apra un “caso Grecia” anche nel Regno Unito e, per un Paese ostinatamente rimasto sempre al di fuori dell’area euro le conseguenze potrebbero essere davvero devastanti.

Proprio l’allentarsi dei timori sulla sostenibilità del debito ellenico, dopo l’accordo raggiunto in sede di Consiglio Europeo, ha ridato sul finire della scorsa settimana vigore all’euro. Nei giorni che precedono Pasqua, pochi saranno i dati di rilievo tra i quali, dopo l’inflazione in Sassonia (considerata anticipatrice della tendenza nazionale tedesca) diffusa lunedì e risultata superiore alle attese a marzo, ci sono le vendite al dettaglio in Germania giovedì, che dovrebbero vedere un deciso recupero a febbraio, pur restando leggermente negative su base annua.

A livello globale, l’indice Tankan giapponese e la disoccupazione americana, unita ai dati sui redditi, tra le pubblicazioni più importanti.

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