Previsioni Sterlina 2018, ecco perchè potrebbe convenire acquistare

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 09-01-2018 8:57 Aggiornato il: 09-01-2018 21:06

La sterlina è una degli osservati speciali nel mercato valutario del 2018. E, probabilmente, è anche una di quelle valute sulle quali potrebbe essere utile puntare con posizioni long, salvo che i presupposti reggano. Ma per quali motivi? E come si sta presentando al nuovo anno la valuta britannica? Cerchiamo di comprenderlo in maniera più chiara, cercando altresì di stimare in che modo potrebbe evolversi la valuta nei confronti delle principali controparti.

Policy monetaria BoE

La riunione della Bank of England (BoE) del mese di dicembre si è chiusa senza particolari sorprese, e a spingere le quotazioni della valuta sono stati i progressi compiuti nei negoziati fra Unione Europea e Gran Bretagna in tema Brexit.

Più nel dettaglio, nel meeting dello scorso 14 dicembre, la Banca centrale d’Inghilterra (BoE) ha ribadito con voto unanime la volontà di conservare il tasso di interesse allo 0,50% e non ha variato gli stock di acquisti di obbligazioni societarie (10 miliardi di sterline) e acquisti di titoli di Stato (435 miliardi di sterline) del Regno Unito.

Inoltre, il Comitato per la politica monetaria della Banca d’Inghilterra (MPC, l’equivalente del FOMC per la Federal Reserve) ha confermato di voler perseguire l’obiettivo di inflazione del 2%, continuando tuttavia a sostenere la crescita e l’occupazione.

Per quanto attiene il tema caldo di Brexit, la BoE ha voluto prendere atto dei progressi nei negoziati sull’articolo 50 tra il Regno Unito e l’Unione Europea, ma ha anche confermato che, in circostanze eccezionali, potrebbe ribilanciare la velocità con cui l’inflazione è salita e ha superato l’obiettivo con il sostegno che la politica monetaria deve fornire all’attività economica.

In altri termini, anche su questo fronte sembra che la Banca centrale abbia voluto riconfermare la propria specifica attenzione nei confronti della necessità di seguire con costanza l’evoluzione dei negoziati di Brexit e la libertà nell’adeguare la propria azione in base alle esigenze del momento.

Alla luce di questo quadro, l’istituto monetario britannico aveva ritenuto nel precedente meeting di incrementare i tassi di riferimento dello 0,25%, mentre ora ha segnalato in maniera chiara come altri aumenti del tasso arriveranno solamente in maniera limitata e graduale. In conclusione, l’atteggiamento cauto della BoE (il prossimo meeting è previsto l’8 febbraio), pur prendendo atto degli sviluppi di Brexit, non sta spingendo la sterlina, che sta dunque consolidando contro l’euro e guadagnando marginalmente contro dollaro solamente per l’impressione del mercato che le cose stiano andando meglio nelle relazioni con l’UE.

Ad ogni modo, questo scenario non dovrebbe durare a lungo: il certificato passaggio alla “fase due” dei negoziati riporterà presto l’attenzione sull’andamento dell’economia e favorire il recupero della valuta. Il tutto, naturalmente, a patto che i dati macro e i processi Brexit non stravolgano il buon quadro…

Euro Sterlina EUR/GBP

Come abbiamo già anticipato, l’ottimismo per i progressi sul fronte Brexit sta permettendo alla sterlina di diventare protagonista sul mercato, con presumibile recupero nei confronti dell’euro, anche se gradualmente e marginalmente, vista la forza che anche la valuta unica europea dovrebbe esprimere. Pertanto, nel caso in cui la soft-Brexit continuerà a manifestarsi, è possibile prevedere un buon recupero della valuta inglese, senza però attendersi importanti accelerazioni.

Sterlina Dollaro USA GBP/USD

La conferma delle intese fra Regno Unito ed Unione Europea in area Brexit dovrebbe permettere alla sterlina di spingersi ancora su livelli più elevati nei confronti del dollaro. Ad ogni modo, affinché questo quadro possa effettivamente avverarsi, riteniamo sia fondamentale l’evidenza di una soft-Brexit, rigettando così i pericoli di un inasprimento delle relazioni tra le due parti.

Sterlina Yen GBP/JPY

La forza della sterlina sembra confermata anche nei confronti dello yen, e sempre per gli stessi presupposti (il possibile concretizzarsi di una soft-Brexit e la conferma della policy monetaria della BoE). Di contro, dal fronte giapponese il governatore della BoJ Kuroda ha fermato sul nascere possibili indiscrezioni circa l’ipotesi di un cambio di passo, in senso restrittivo, della Banca del Giappone. Per il momento, ci attendiamo movimenti non troppo ampi su questo cambio.

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