Previsioni di rialzo per il dollaro australiano

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 05-07-2017 15:17

Un mese fa il cambio EUR/AUD si era spinto fino a 1,52, salvo poi stornare parzialmente e ricollocarsi sotto area 1,50, dove potrebbe rimanere ancora, almeno sul breve termine. Diverse sembrano essere invece le indicazioni di lungo termine, nei confronti delle quali gli analisti conservano valida l’aspettativa di un probabile apprezzamento del dollaro australiano. Ma per quale motivo persiste tale ottimismo nei confronti dell’AUD?

La crescita economica in accelerazione

Una prima grande determinante è intuibilmente legata alla crescita economica: se il 2017 si era aperto con un rallentamento dell’economia australiana (PIL a 0,3% t/t dopo il +1,1% t/t record del 4° trimestre 2016), la seconda parte dell’anno dovrebbe garantire adeguate soddisfazioni. È infatti evidente come il rallentamento della prima parte dell’anno si sia concentrato in misura prevalente su determinanti non ricorrenti e straordinarie (si pensi al Ciclone Debbie) ed è dunque ragionevole stimare tassi di crescita ancora contenuti nel 2° trimestre, e poi un’accelerazione più robusta nella seconda metà dell’anno.

Di simile parere è anche la Banca centrale (RBA), che ha preso atto del rallentamento del ciclo a inizio anno, affermando però che l’economia australiana andrà a rafforzarsi gradualmente nella sua seconda parte, con prospettive di miglioramento che risultano essere fondamentalmente legate agli sviluppi sul mercato del lavoro: a fronte di un forte aumento dell’occupazione registrato tra febbraio e maggio, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,5% portandosi al nuovo minimo da febbraio 2013.

Tassi fermi dalla RBA

A proposito di RBA, la riunione di inizio luglio della Banca centrale australiana si è conclusa senza sorprese, con l’Istituto di politica monetaria che ha confermato i tassi di interesse al minimo storico dell’1,5% per il decimo mese consecutivo (l’ultima modifica – al ribasso – risale all’agosto 2016, quando la Banca centrale tagliò i tassi dello 0,25% portando il costo del denaro all’attuale livello per sostenere il recupero dell’inflazione e un rafforzamento della crescita).

Il comunicato che la RBA ha elaborato a margine del meeting evidenzia peraltro toni meno restrittivi delle attese: dopo la recente svolta effettuata dalle principali Banche centrali verso un approccio meno accomodante, la Banca australiana ha invece preferito mantenere toni cauti, valutate anche le scarse pressioni sulla dinamica dei prezzi. Nel suo comunicato l’istituto ha sottolineato come il tasso d’inflazione sia sceso per effetto dell’indebolimento dei prezzi del greggio e della stagnazione nella crescita delle retribuzioni e si aspetta aumenti dei prezzi solo “graduali” per effetto del rafforzamento dell’economia.

Anche alla luce di quanto sopra è bene non attendersi alcun pronto avvio di un processo di restrizione monetaria: la RBA attenderà chiari segnali per la ripresa di salari e inflazione e, dunque, probabilmente un rialzo dei tassi avverrà solamente nella seconda metà del 2018.

Previsioni dollaro australiano

Nelle ultime settimane il dollaro australiano ha ridotto il proprio deprezzamento verso euro abbandonando i livelli minimi che aveva toccato alla fine del mese di maggio. Il merito di tale movimento è soprattutto legato all’euro, con il mercato che è desideroso di anticipare un’imminente svolta restrittiva in Europa (anche se in realtà Draghi continua a spegnere i fuochi del facile entusiasmo), o almeno nel delineare il percorso di uscita dallo stimolo monetario.

In tal senso, appare divergente l’approccio delle due banche centrali, considerato che la RBA ha confermato la propria politica monetaria, lasciando i tassi di interesse fermi all’1,5%, come da attese. La RBA ha scelto di non agire sui tassi visto il rallentamento della crescita nell’ultimo periodo e nonostante i segnali robusti giunti dal mercato del lavoro, rinnovando così la propria politica monetaria accomodante (ma non più espansiva).

Anche considerato ciò, è possibile che nel breve termine il cambio EUR/AUD possa consolidare intorno ai livelli correnti, mentre nel lungo termine sarà possibile assistere a un probabile apprezzamento dell’AUD come conseguenza di un ulteriore miglioramento del ciclo economico e del differenziale di tassi, in prospettiva, nei confronti dell’euro.

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