Come la politica influenzerà il Forex nel 2018?

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 23-01-2018 8:57

Gli eventi politici hanno sempre impattato in misura rilevante sul mercato valutario e sul Forex Trading, e tutto lascia presagire che anche nel 2018 capiterà lo stesso. E, in tal senso, l’Italia non potrà che giocare un ruolo di rilievo, anche se in una maniera ancora non ben definibile.

D’altronde, anche senza andare troppo indietro nel tempo, è palese come gli eventi politici abbiano influito in maniera inaspettata sui cambi valutari, e come non sempre si siano concretizzati nella maniera prevista. Qualche esempio?

Pur non ripercorrendo eventi troppo remoti, non possiamo non compiere un breve cenno alla Brexit del 2016: con la decisione di separare la Manica non solo fisicamente, quanto anche in termini di parziale sovranità comunitaria, si sono aperti importanti margini di interpretazione su quel che avverrà nel prossimo futuro a Londra e dintorni. E anche se per il momento i rischi di una hard Brexit si sono ridotti fortemente, ancora oggi non è possibile sapere quali sono gli effetti a lungo termine dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Nel breve periodo abbiamo assistito a una svalutazione concreta della sterlina, soprattutto nei confronti dell’euro, ma nel medio termine non è affatto detto che la sterlina sia necessariamente in sofferenza.

Un altro elemento recente che ha avuto riflessi solo limitati è quanto avvenuto in Germania in seguito alle ultime elezioni politiche. Nell’ultima parte del 2017 i tentativi di formare una nuova grande coalizione sembravano arenati, ma il 12 gennaio del 2018 si è finalmente trovato un accordo, tra CDU e SPD, per dare un minimo di stabilità al governo. L’euro ha risposto positivamente, ma i mercati valutari si erano già mostrati più resilienti di quanto ci si potesse attendere.

E nel 2018 che cosa possiamo attenderci? E in che modo la politica influenzerà i principali cambi?

Cominciamo da un breve sguardo a casa nostra. L’evento principale per l’eurozona è infatti proprio la tornata elettorale tricolore. Non c’è da stupirsi: l’Italia è la terza economia della zona euro, ma è l’osservato speciale tra le principali economie dell’area. E così, se le cose dovessero andare male (uno scenario di ingovernabilità, con un peso crescente delle forze populiste e anti-europeista), il rischio è che il mercato possa rispondere in maniera negativa. Peraltro, fermo restando che è molto difficile che dalle elezioni escano maggioranze solide, gli analisti si interrogano in che modo potranno rispondere i mercati in caso di vittoria del Movimento 5 Stelle: si tratterebbe di una “prima volta” per il movimento, e non è chiaro se i mercati risponderanno (come sostiene qualcuno) con un clima di preoccupazione e di scoraggiamento, o se invece vi possa essere un rilancio.

Altro evento che caratterizzerà il 2018, nella sua seconda parte, è rappresentato dalle elezioni politiche in Russia. Qui però le sorprese dovrebbero essere ben poche, visto e considerato che Putin ha scelto di ricandidarsi per un altro mandato (l’ultimo, secondo la costituzione russa attuale). Le sue possibilità di vittoria sono molto elevate, ma se dalle urne dovesse uscire un risultato diverso, le reazioni potrebbero essere inattese, con il rublo visto in deprezzamento.

A proposito di elezioni, il 2018 offre anche quelle di alcuni Paesi sudamericani. Il Venezuela rappresenta per esempio una grande incognita: se infatti l’esito delle elezioni appare essere scontato (basti pensare che ufficialmente Maduro non ha ancora nemmeno uno sfidante), non è ben chiaro in che modo la società potrebbe reagire, e se possano tornare delle nuove tensioni che andrebbero a incrementare l’instabilità della zona. Altro Paese sudamericano in lizza per le elezioni politiche è il Brasile. L’incertezza qui è data dalla possibile elezione dei movimenti più populisti, con esiti piuttosto incerti sull’economia.

Tornando in Europa, le altre elezioni (Finlandia, Svezia, Cipro) non dovrebbero offrire grandi sorprese. Anzi, è molto probabile che vadano a riconferma conservatore Nicos Anastasiadis a Cipro, il liberale Sauli Väinämö Ministro in Finlandia, Stefan Lofven  in Svezia. Se così fosse, è possibile che i mercati possano reagire positivamente, traendo buono spunto dalla loro rielezione.

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