Forex, settimana importante sul fronte dati e dichiarazioni

Pubblicato da: Roberto Rossi - il: 21-05-2018 11:10 Aggiornato il: 24-05-2018 11:13

Settimana discretamente importante, quella in apertura oggi, sul fronte Forex. Tra i principali appuntamenti che sarebbe opportuno non perdere di vista rientrano ad esempio – a partire dalla zona euro – la pubblicazione degli ultimi aggiornamenti delle indagini PMI, IFO e INSEE relative al mese di maggio, che dovrebbero fornire informazioni non marginali sull’andamento del ciclo: in particolare, dopo mesi di cali, gli analisti si attendono che la frenata dell’economia dell’Eurozona si possa finalmente arrestare e che quindi si possa verificare – di contro – anche un lieve rimbalzo degli indicatori di fiducia e degli indici sulle attese per i prossimi mesi.

Euro

Sul fronte delle dichiarazioni, sono attesi non solamente i verbali della riunione BCE dello scorso 26 aprile, che ci permetteranno di capire al meglio come si sono formati gli orientamenti all’interno del Consiglio su possibili modifiche alla guidance sugli acquisti ed eventualmente sui tassi prima della pausa estiva, quanto anche gli spunti forniti da Nowotny, il governatore della banca centrale austriaca, che ha già ribadito la sua posizione di ‘falco’, chiedendo di non aspettare troppo a normalizzare la politica monetaria.

Dollaro

Passando dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, negli Stati Uniti, qui il focus sarà sulla pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC tenutasi all’inizio del mese di maggio. I contenuti di tale documento dovrebbero confermare il proseguimento del percorso dei graduali rialzi dei tassi di riferimento, con possibili aggiustamenti legati all’evoluzione delle pressioni inflazionistiche.

Per quanto concerne invece i dati, in pubblicazione sono gli aggiornamenti statistici sulle vendite di nuove case ed esistenti di aprile (che gli osservatori attendono in modesto rialzo), gli ordini di beni durevoli di aprile (che invece sono attesi in correzione) e l’indice di fiducia dei consumatori di maggio (che è infine atteso stabile, con attenzione rivolta alle aspettative di inflazione a 1 anno).

Regno Unito

Passiamo dunque al Regno Unito, dove la settimana proporrà la pubblicazioni di serie di dati non secondari, a partire dall’uscita dell’inflazione di aprile (verrà pubblicata mercoledì, e le attese sono tutte per una risalita del dato statistico). A seguire ci saranno poi i dati sulla spesa per consumi di aprile (la pubblicazione è in programma per giovedì, e qui le attese sono per un recupero dopo la delusione di marzo) e la seconda stima del PIL (venerdì): in ogni caso, è un calendario che dovrebbe essere favorevole alla sterlina, e che dunque potrebbe fornire qualche sostegno alla moneta, soprattutto se si verificheranno sorprese positive, soprattutto dal settore dei servizi (i cui dati definitivi di contributo al PIL verranno pubblicati venerdì).

Non sono sottovalutabili, su tale fronte, nemmeno le notizie che dovrebbero arrivare dal fronte Brexit. Il Consiglio Europeo di fine giugno è sempre più vicino, e gli scenari potenziali sono sempre più ricchi ed eterogenei.

Come investire sul Forex

A questo punto, compiamo qualche breve riflessione sugli spunti operativi che potrebbero derivare dalle attività di forex trading. Il dollaro statunitense è in particolar modo sembrato in grado di guadagnare terreno nei confronti delle principali controparti. Merito, probabilmente, anche dell’esito positivo dei colloqui tra Stati Uniti e Cina, che sembra stiano ponendo in essere alcuni passi incoraggianti per poter scongiurare gli esiti più nefasti di una guerra commerciale che avrebbe determinato conseguenze negative per chiunque.

È anche vero che i colloqui bilaterali tra Stati Uniti e Cina sono tutto fuorchè conclusi, e che pertanto le interpretazioni del loro esito sono certamente provvisorie, oltre che diversificate persino all’interno della stessa amministrazione Trump: il segretario del Tesoro Mnuchin ha infatti precisato come gli USA abbiano posto in pausa la guerra commerciale, senza definire dazi contro la Cina durante il corso dei negoziati, che potrebbero protrarsi ancora per almeno un mese. Di contro, il rappresentante del commercio internazionale Lighthizer ha dichiarato che i dazi rimangono un importante strumento per tutelare la tecnologia americana.

Insomma, molto sembra essere ancora in alto mare, anche se un tiepido ottimismo si affaccia all’orizzonte. Sicuramente più stringenti sono invece le valutazioni sulle scadenze per il futuro dei dazi annunciati recentemente: entro oggi infatti dovranno essere presentate le proposte per le nuove restrizioni sugli investimenti cinesi nel settore tecnologico, mentre domani 22 maggio termina il periodo di discussione aperta sui dazi annunciati in base alla sezione 301 del Trade Act (su 50 miliardi di dollari di import dalla Cina). Infine, entro la fine di maggio termina il periodo per presentare le richieste di esenzione dai dazi su acciaio e alluminio.

Il più recente round di negoziati sul commercio fra Cina e USA si è concluso qualche giorno fa senza apportare risultati degni di nota, ma il segretario del Tesoro Mnuchin ha comunque dichiarato come esista un accordo di base secondo cui la Cina sarebbe disposta a ridurre il deficit commerciale. Sulla base di tali affermazioni e delle successive precisazioni, è possibile che non vi siano novità consistenti per almeno altre 2-3 settimane.

Per quanto attiene l’euro, in assenza di altri dati di maggior rilievo molto dipenderà proprio dall’Italia: già la scorsa settimana l’annuncio del contratto di governo aveva penalizzato l’euro contro il franco svizzero e nei prossimi giorni gli analisti ritengono che l’insediamento del nuovo governo italiano non aiuterà di certo il recupero dell’euro, perché questa fase sarà ancora dominata da annunci di politica economica probabilmente poco graditi ai mercati, in particolare sul fronte delle politiche di bilancio.

Pur con tutte le cautele del caso, generalmente i mercati hanno guardato male all’evidenza che la terza economica dell’eurozona è nelle mani di un governo che si dichiara pronto a ribaltare il fiscal framework e le regole del mercato unico…

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