| Wall Street conferma i guadagni grazie a Super Mario |
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Negli scambi valutari la moneta unica non ne ha risentito ed "incredibilmente" continua a mantenersi intorno ad 1.38. Evidentemente l'1.25% é ritenuto dai mercati come un buon rendimento soprattutto se paragonato al prezzo del denaro USA pari allo 0.25%. Importante anche il contributo dato alle transazioni d'oltreoceano dalla notizia secondo cui Giorgos Papandreou avrebbe rinunciato al referendum sulle misure di salvataggio deliberate dall' Unione Europea.
Sul fronte macroeconomico, il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese a 397 mila unita', era presunto un numero di richieste di sussidi pari a 402 mila unita'; sempre il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che la produttivita' del terzo trimestre ha evidenziato una crescita del 3,1%, il dato e' risultato migliore rispetto alle stime del 2,6% degli addetti ai lavori;il dipartimento del Commercio ha comunicato che gli ordini industriali hanno mostrato nel mese di settembre un aumento dello 0,3%, migliore delle aspettative degli economisti che prevedevano una flessione dello 0,1%; infine, l'indice ISM non manifatturiero si e' attestato nel mese di ottobre a 52,9 punti, il risulato e' peggiore della previsione di 53,6 punti.Nel pomeriggio alle 13.30 dagli Stati Uniti verranno diffusi i dati relativi all'occupazione nel settore non agricolo (non farm payrolls) e alla percentuale di disoccupazione.
Alle 12.25 (le 6.25 a New York) l'indice S&P500 é stabile a 1.258, il Nasdaq 100 staziona a quota 2.359 ed il future sul Dow Jones avanza a 12.025 punti. Sul versante delle commodities il petrolio quotato al Nymex segna 94 dollari al barile, l'oro al Comex sale a 1.758 dollari l'oncia. In attesa dei dati sul lavoro i futures americani.
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A New York i principali indici statunitensi chiudono in territorio positivo la giornata di ieri.Nel dettaglio il Dow Jones guadagna l'1,76%, il Nasdaq il 2,2%. Le piazze azionarie del paese a stelle e strisce hanno reagito positivamente alla mossa a sorpresa del neo presidente della BCE ,Mario Draghi, di tagliare dello 0.25% il costo del denaro che dall'1.50% passa all'1.25% .La riduzione del tasso di riferimento Ue é stata motivata dall'esigenza di dover sostenere lo sviluppo economico nell'eurozona.