| Wall Street cauta guarda alla Fed |
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Dunque, al momento le piazze azionarie del paese a stelle e strisce rimangono in scia al debole dato sul Prodotto Interno Lordo comunicato nel weekend. Nel dettaglio, il PIL del quarto trimestre negli Stati Uniti si e' attestato al 2,8%, quando le aspettative degli addetti ai lavori puntavano ad un +3%. Sempre sul fronte macro i consumi personali sono saliti del 2%, risultando inferiori alle previsioni degli analisti fissate per un incremento del 2,4%.
Bene, il dato sulla fiducia. L'indice dell'Universita' del Michigan nel mese di novembre sale a 75. Il dato e' superiore alle attese pari ad un rialzo a 74,1 punti. Nel pomeriggio da Oltreoceano saranno resi noti i dati sul reddito personale e l'attività manifatturiera a gennaio.
Alle 12.15 (le 6.15 a New York) il contratto sull'indice S&P500 staziona a 1.309, il Nasdaq é stabile a quota 2.444 ed il future sul Dow Jones cede a 12.594 punti. Sul versante delle commodities il petrolio quotato al Nymex segna 99 dollari al barile, l'oro al Comex scende a 1.719 dollari l'oncia. In flessione i futures USA.
Appuntamento a domani su News Wall Street |
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A Wall Street i principali indici statunitensi terminano il fine settimana contrastati. Il Dow Jones mostra un ribasso dello 0,58% mentre il Nasdaq guadagna lo 0,4%. Le vendite sui mercati americani sono state contenute in prospettiva di una nuova possibile manovra di allentamento monetario da parte della Federal Reserve. In effetti, gli investitori non vogliono farsi cogliere impreparati e l'attuazione di un terzo quantitative easing nel breve periodo da parte della Banca Centrale di New York potrebbe ribaltare l'attuale avversione al rischio degli operatori finanziari.