| Wall Street azzera le perdite, pesa Eurolandia |
|
Non aggiungono nulla a ciò che già non sapevamo e non giovano affatto le dichiarazioni del Presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, secondo cui il Vecchio Continente é sull'orlo della recessione. Delude l'unico dato rilasciato in giornata. Il Dipartimento del Commercio ha reso noto che gli ordini industriali hanno registrato nel mese di novembre un rialzo dell'1,8%, peggiore delle aspettative degli analisti fissate su una crescita dell'1,9%.
Sul fronte macro, nel pomeriggio negli Stati Uniti verrà diffuso il dato Adp relativo all'indice di variazione dell'occupazione, primo test prima dell'uscita domani dei Non Farm Payrolls. Seguiranno alle 16:00 l'Ism non manifatturiero composite a dicembre e alle 17:00 le scorte settimanali di greggio.
Alle 12.20 (le 6.20 a New York) il contratto sull'indice S&P500 staziona a 1.269, il Nasdaq é stabile a quota 2.321 ed il future sul Dow Jones sale a 12.356 punti. Sul versante delle commodities il petrolio quotato al Nymex segna 102 dollari al barile, l'oro al Comex avanza a 1.613 dollari l'oncia. In ribasso i futures USA. |
| Articoli Collegati: |
|---|

I mercati americani chiudono la seduta contrastati. Il Dow Jones guadagna lo 0,17% mentre il Nasdaq, sulla soglia della parità, perde lo 0,01%. L' avversione al rischio degli operatori statunitensi è stata alimentata dai timori sulla crisi debitoria di Eurolandia e dalla decisione del colosso bancario italiano Unicredit, i cui titoli azionari hanno registrato un forte ribasso pari a -14,46%, di potenziare il proprio capitale con un offerta complessiva di 7, 5mld di euro.