| A Wall Street raffica di dati negativi |
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Nel dettaglio, la fiducia dei consumatori ha mostrato una flessione nel mese di gennaio a 61,1 punti. Il dato e' peggiore delle previsioni degli addetti ai lavori pari a 68 punti. I prezzi delle case, secondo l'indice Shiller, a novembre hanno subito una contrazione del 3,7%, contro il -3,2% atteso. L'indicatore ha confermato come il mercato immobiliare sia ancora una spina nel fianco dell'economia Usa.
Deludente anche il PMI di Chicago, che monitora l’andamento del settore manifatturiero dell’area che comprende Indiana, Michigan e Illinois, mostrando a gennaio una flessione da 62,2 a 60,2 punti e risultando inferiore alle aspettative degli analisti che miravano ad un rialzo a 63 punti. Sul valutario continua l'altalena di eurodollaro alla mercè dei rumors che si susseguono dall'Ellade.
Secondo indiscrezioni giunte in mattinata i creditori privati potrebbero aver accettato la svalutazione dei propri titoli greci detenuti in portafoglio ad un tasso compreso tra il 3,5% e il 4% che allontanerebbe lo spauracchio di un default disordinato dello Stato ellenico. Nel pomeriggio da Oltreoceano verranno diffuse le indicazioni relative all’indice Ism manifatturiero e alla variazione degli occupati nel settore privato. Conclude alle 16.30 il dato sulle scorte greggio.
Alle 12.05 (le 6.05 a New York) il contratto sull'indice S&P500 é stabile a 1.323, il Nasdaq scende a quota 2.482 ed il future sul Dow Jones staziona a 12.728 punti. Sul versante delle commodities il petrolio quotato al Nymex segna 99 dollari al barile, l'oro al Comex é in rialzo a 1.747 dollari l'oncia. Prevista incerta l'apertura dei futures USA.
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A New York i maggiori indici statunitensi chiudono la sessione sottotono. Il Dow Jones evidenzia un calo dello 0,16% mentre il Nasdaq registra un incremento dello 0,07%. Pesano sulle piazze azionarie del paese a stelle e strisce i dati macroeconomici niente affatto incoraggianti rilasciati in giornata.