| Beni durevoli USA - 24 agosto 2010 |
È tornata la paura sui mercati mondiali, improvvisamente e in maniera piuttosto violenta, come si conviene a un periodo come quello estivo, quando l’umoralità diventa un fattore ancora più importante. E, infatti, gli operatori hanno del tutto snobbato i dati positivi provenienti dall’Eurozona sugli ordinativi industriali, quotando ora come più che mai possibile ci si trovi nel mezzo di una recessione “double dip” e che, dunque l’economia mondiale debba affrontare una nuova fase di calo dopo quella di timida ripresa.La conseguenza più evidente è stata il forte apprezzamento dello yen, che è balzato al suo massimo da 15 anni contro il dollaro e da nove anni sull’euro. Il biglietto verde è piombato a 84,58 rispetto alla moneta giapponese, mentre la moneta unica è arrivata a quota 106,80. Valori raggiunti mentre si attendeva la conferenza stampa del ministro delle Finanze nipponico, Yoshihiko Noda. Il membro del governo, però, non ha fornito le attese indicazioni su possibili interventi per deprimere la moneta, trincerandosi dietro un “no comment” anche sui livelli bassissimi (ai minimi da 15 mesi) della Borsa di Tokyo. Se non son bastati i dati dell’industria europea (+2,5% gli ordinativi a giugno rispetto a maggio, +22,6% rispetto a un anno prima) può darsi facciano qualcosa in più, mercoledì, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti. Si attende un riscatto, a luglio, rispetto all’opaca performance del mese scorso (-1,2% mese su mese). Le previsioni sono per un +3 per cento. Difficile possano essere battute, ma è probabile che un dato in linea sarebbe già sufficiente a far scattare le prese di profitto da parte di chi martedì ha foraggiato la speculazione contro euro e dollaro. |
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È tornata la paura sui mercati mondiali, improvvisamente e in maniera piuttosto violenta, come si conviene a un periodo come quello estivo, quando l’umoralità diventa un fattore ancora più importante. E, infatti, gli operatori hanno del tutto snobbato i dati positivi provenienti dall’Eurozona sugli ordinativi industriali, quotando ora come più che mai possibile ci si trovi nel mezzo di una recessione “double dip” e che, dunque l’economia mondiale debba affrontare una nuova fase di calo dopo quella di timida ripresa.