| Banca Centrale Australiana - 2 agosto 2010 |
Si è aperta in rialzo su tutte le principali monete la prima settimana di agosto per il dollaro australiano. La moneta degli antipodi è arrivata a quotare 69,8 centesimi rispetto all’euro, 79,3 yen e, soprattutto, 90,89 centesimi di dollaro americano, dopo avere sfondato anche quota 91 (massimo a 91,27). Un livello che non si vedeva dall’inizio di maggio.Un movimento avvenuto in simpatia con gli ultimi dati cinesi che, se non inducono all’entusiasmo, risultano comunque migliori di previsioni più fosche. È vero, insomma, che l’indice manifatturiero è calato a 49,4 scendendo sotto il livello “neutrale” di 50 punti per la prima volta da marzo 2009, ma si temeva di peggio. L’Australia potrà avere a breve sul fronte interno conferme o smentite agli umori diventati più favorevoli a un comportamento ciclico dei mercati. Nella notte italiana, infatti, ci sarà la diffusione di dati importanti relativi al commercio al dettaglio e al mercato immobiliare. Per quanto concerne le vendite al minuto, si prevede un incremento mensile dello 0,4%, a giugno, maggiore rispetto allo 0,2% del mese precedente. Anche dal fronte dell’edilizia si attende un miglioramento, ben più marcato. Dopo un decremento del 6,6% a maggio, i permessi per nuove costruzione dovrebbero aumentare del 2%, invertendo la tendenza. Nessuna novità sostanziale dovrebbe arrivare dalla riunione della Banca centrale australiana sotto il profilo dei tassi di interesse. Il 4,5% sull’overnight raggiunto dopo l’ultimo rialzo di maggio è, comunque, molto appetibile allo stato attuale, anche con un’inflazione che viaggia al 3,1%, visti i livelli dei tassi nelle principali economie mondiali. C’è attesa, però, soprattutto su eventuali revisioni sulle prospettive dell’inflazione stessa e della crescita a medio termine. |
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