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Agenda Settimanale 8 febbraio 2010
Il tema centrale sui mercati finanziari globali, compreso quello del forex, resta l’avversione al rischio che è andata crescendo nel corso delle ultime settimane. A farne le spese è stato l’euro, che ha raggiunto i minimi degli ultimi 9 mesi sia nei confronti dello yen che del dollaro.

Non mancheranno, in settimana, significativi dati macroeconomici che potrebbero confermare o mitigare alcune tendenze in atto. Si comincia martedì coi prezzi al consumo in Germania, dati al +0,8% anno su anno a gennaio, in linea col mese precedente. La conferma di un’inflazione ampiamente sotto controllo nell’economia guida dell’Eurozona sarebbe un’ulteriore conferma a medio termine delle politiche accomodanti della Bce.


Mercoledì sarà, poi, il turno del report trimestrale sull’inflazione della Bank of England. Un dato che potrà dettare i tempi di uscita dell’Inghilterra dalle misure di stimolo all’economia, rendendo nuovamente più attraente la moneta britannica.

Anche il rapporto sull’occupazione in Australia di giovedì merita un’occhiata. La decisione della banca centrale di lasciare i tassi inalterati non è piaciuta al mercato. Da oriente arriverà anche il dato sui prezzi al consumo cinesi. Un’inflazione al di sopra delle attese potrebbe spingere la Bank of China ad accelerare le politiche di contenimento del credito, portando ulteriori atteggiamenti prudenziali sui mercati. Le pressioni inflazionistiche saranno oggetto di indagine anche in Svizzera, dove il consensus dà i prezzi in aumento dello 0,8% annuo a gennaio, rispetto allo 0,3% del mese precedente.

La stima flash sul pil del quarto trimestre nell’Eurozona dirà venerdì qualcosa in più sulla portata della ripresa nel Vecchio Continente. Le previsioni, rispetto al trimestre precedente, danno una modesta crescita dello 0,3 per cento. Una conferma della lentezza del processo di uscita dalla crisi, destinata con ogni probabilità a pesare sull’euro ancora a lungo.

Di Alfredo Ranavolo
 


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